Magazine Lunedì 15 dicembre 2003

Un noir di altri tempi

esordisce con questo noir ambientato nella Marsiglia degli anni ’70. A portare all’esordio il giovane scrittore genovese è la prestigiosa Einaudi, con la sua collana Stilelibero. E questo è un evento quanto mai raro in questi ultimi anni.

Il libro racconta la storia di un investigatore privato, Caino Lanferti, che viene assoldato da un misterioso hippy rivoluzionario per contattare dei killer mafiosi. Nella storia entrano anche una nuova droga sintetica, una serie di belle donne, vecchi amici della campagna d’Algeria, poliziotti e mafiosi.

La vicenda è interessante, coinvolgente. Tafuri riesce a inserire dei colpi di scena che funzionano e continui cambi di prospettiva sui personaggi. Il suo linguaggio è secco, deciso. Non lascia spazio a troppi giri di parole. Una storia che contravviene agli hard boiled più classici solo per il suo essere raccontata al presente, mentre il protagonista vive la vicenda in prima persona. Il risultato è una scrittura veloce che detta i ritmi della storia riuscendo così a catturare il lettore.
Poi c'è Marsiglia, quella di Izzo, che qui è descritta come una città notturna, ambigua, corrotta. Una città di provincia, ma che sa essere il centro del mondo proprio per le sue attività criminali. Un luogo dove tutto può succedere. Tafuri utilizza tutti i cliché del genere, ma solo in poche occasioni tenta di attualizzarli o di revisionarli in una nuova luce o anche solo di gettarvi sopra uno sguardo ironico. Quando lo fa il risultato è buono e dimostra di dare un’aria fresca alla storia: la nuova droga, la gang hippie, le sorprese sulla reale posta in gioco, sono gli aspetti più interessanti e nuovi.
Il più delle volte è la fedeltà ai canoni del noir che muove i passi dello scrittore e dei suoi personaggi. Da questo punto di vista si può dire che il personaggio di Caino Lanferti ha il solo difetto di essere “troppo”. Troppo vicino al detective chandleriano, troppo cinico e forte e “duro”. E stereotipato. Un personaggio ingombrante, all’insegna dell’eccesso, che si muove per tutto il romanzo uccidendo, scopando, bevendo.
“Caino Lanferti” è un omaggio a un genere e ai suoi protagonisti, con un’attenzione particolare al polar francese.

Clemente Tafuri, Caino Lanferti - una storia di Marsiglia, Einaudi, pp. 178, 8,50€
di Stefano Baschiera

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