La cultura dell'alimentazione - Magazine

La cultura dell'alimentazione

Attualità e tendenze Magazine Venerdì 12 dicembre 2003

Magazine - Un convegno tutto dedicato alla cultura dell’alimentazione quello che si è svolto venerdì 12 dicembre, alle 10.30, presso il Palazzo della Borsa di via XX Settembre. Sono stati infatti premiati i vincitori della prima edizione di Scrivi il paesaggio dell’olio, concorso istituito dal Premio Grinzane Cavour.
Protagonisti i giovani, che hanno descritto il paesaggio tipico degli uliveti attraverso i loro racconti e le loro storie, dando così spazio alle tradizioni popolari, spesso dimenticate. A coordinare l’incontro il popolare scrittore Corrado Augias. Molti i ragazzi presenti e molti anche i rappresentanti delle istituzioni: Il primo a salutare il pubblico è stato Gianni Plinio, vice presidente della Regione Liguria: «I giovani hanno partecipato numerosi a questa iniziativa. Il Premio Grinzane Cavour avrà un ruolo importante anche in occasione del 2004».
Paolo Odone, presidente della Camera di Commercio di Genova, spera che in futuro sia possibile godere, anche economicamente, del territorio italiano, che deve essere messo a disposizione del turismo.

Augias, intanto, osserva che i ragazzi presenti in sala sono attenti: «ciò che diremo riguarda il loro futuro». Antonio Di Rosa, direttore de Il Secolo XIX, sottolinea l’importanza del rapporto con la natura: «i giovani devono battersi anche per questi temi, che troppo spesso, in passato, sono stati trascurati». Il giornalista conclude il suo intervento con una polemica: «Berlusconi dice che i giornali non vengono letti da tutti: non è così e lo smentiremo».La parola passa poi ad Alessandro Scajola, vice presidente della Banca Carige: «Da buon ponentino sono legato alla produzione delle olive taggiasche. La Carige è attenta all’evolversi dell’economia moderna, ma resta legata al territorio ligure».
La parola va, infine, a Giuliano Soria, presidente del Premio Grinzane Cavour: «Parlare di alimentazione significa tornare alle proprie radici: l’olio e il vino fanno parte della nostra identità». Secondo Augias ci troviamo di fronte ad una cultura dell’alimentazione schizofrenica. Come regolarsi, dunque? «I giovani sono le vittime più facili: a volte è la moda a creare modelli sbagliati».
Il convegno vede protagonisti Fulvio Balli, produttore di olio, Giovanni Rebora, professore di Storia Economica all’Università di Genova, la scrittrice Romana Petri e lo stesso Soria, che così esordisce: «Anche l’Europa difende la cultura dell’identità contro la globalizzazione. Se in futuro si mangeranno solo hamburger perderemo la fantasia, che si esprime anche attraverso l’alimentazione».
La Petri dice di sentirsi a suo agio: «Sono una piccola produttrice di olio e insegno in una scuola che si trova ai castelli romani, nei pressi della capitale: lì non c’è nessun Mc Donald: i cibi sono ancora quelli antichi e i ragazzi bevono vino e non coca cola», poi è la Petri scrittrice a parlare: «L’ulivo è una pianta mistica e sensuale, dalla forma mutevole: ha fisionomia umana, a volte spaventevole».

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