Magazine Mercoledì 10 dicembre 2003

Hanno arrestato Dio, di Marino Murat

Il libro di Marino Murat è una raccolta di storie, di idee, di frammenti. Non so se si possano definire racconti, di sicuro sono un pulviscolo di situazioni, spesso surreali, incanalate in qualche modo in un ordine tematico, con una suddivisione in categorie che comprende i vari aspetti della vita e non solo: religione, sesso, matematica, politica, morte e psichiatria. Tutto trova il suo spazio, rappresentato da una storiella, da un incontro, da un personaggio.

Hanno arrestato Dio è il racconto che dà il titolo a questo libro, parla di un Dio finalmente rintracciato, quindi catturato, giudicato e condannato all’interdizione dei suoi poteri. In tal modo si manifesta l’assurdità di un mondo che condanna il Creatore per la sua assenza obbligandolo a mantenersi assente. E proprio l’assurdo, l’improbabile, è uno degli aspetti che imperversano in questi racconti diver(t)genti. Marco Polo e Solimano il Magnifico sono i protagonisti di sedici dialoghi altamente improbabili che costellano l’intero testo. E ad affiancarsi al gusto del joke, del motto di spirito, della battuta non-sense, vi sono situazioni più crude, dove una sottile ma presente violenza si rende visibile. Una violenza che si mescola ad una sessualità mai veramente liberata, ma finemente morbosa, oscura.
La capacità di cambiare continuamente registro, di ambientare le storie in contesti sempre diversi, è l’aspetto più interessante del libro. L’autore è riuscito a scrivere tutto quello che gli passava per la testa, a documentare situazioni interessanti o, semplicemente, banali ma significative di un qualcosa. Il tutto utilizzando un linguaggio semplice e diretto, mai autocompiacente.
Ha raccolto in questo testo i suoi scritti sparsi nel tempo e, probabilmente, in qualche cassetto della scrivania, ottenendo così questo risultato caleidoscopico.

Le pagine migliori Murat le scrive sotto il “contenuto” psichiatria. Nel racconto Lo specchio narra del professor Aloi, un napoletano in grado di unire tutte le teorie psicanalitiche proponendosi, in qualche modo, come l’erede naturale di Freud.
Infine, un breve assaggio del libro. Il racconto Sommatoria: «Clara non era una ragazza di facili costumi, come molta gente pensava. Clara non era una donna alla quale piaceva cambiare uomini. Solo non aveva memoria e non si ricordava mai con chi era stata il giorno prima».
Semplice, diretto, diver(t)gente.

Marino Murat, Hanno arrestato Dio e altri racconti diver(t)genti edizioni Cdp, pag. 263, 12€.
di Stefano Baschiera

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