Magazine Martedì 9 dicembre 2003

L'Eros può essere alta cultura?

Magazine - Il romanzo Le undicimila verghe ( in francese Les onze mille verges) di Guillaume Apollinaire, scritto nel 1907, è l’esempio più compiuto di questo nuovo ruolo assunto dalla sessualità in una società profondamente e radicalmente mutata. Il titolo ha un carattere grottesco- carnevalesco, inneggiante l' abbondanza, con una forte propensione all'omosessualità maschile. Spieghiamo questi caratteri, che sono alla base dello spirito che ha animato la personalità di Apollinaire e lo ha indotto a creare un testo simile: in qualche modo questo romanzo è il testo più rappresentativo del repertorio letterario del nostro autore, ovviamente nell'ambito della prosa.

L'anno 1907 fu uno del più poveri della vita dello scrittore. Cerca di vivere alla giornata, facendosi strada nei circoli letterari: è quindi l'inizio della sua vita da bohemien; e il carattere "abbondante" del titolo può essere visto come un miraggio della ricchezza, una proiezione di qualcosa di opulento. Caldo, tanto.
Ma è anche un titolo che ha un forte valore carnevalesco. Il numero è, per appellarci alla tradizione francese, rabelaisiano o, per dirla in termini più consoni alla nostra contemporaneità, ubuesco:è una cifra esagerata. Non una, non cento, ma undicimila. La valenza grottesca sta proprio nel tentativo di distruggere la società borghese con le sue istituzioni morali e sociali, e creare una nuova sessualità più libera rispetto ai rapporti uomo-donna, consolidati, stantii e in fondo noiosi. C’è persino una volontà precisa di “derisione anticlericale”: questo titolo è una blasfema ridicolizzazione delle undicimila vergini di S. Orsola venerate a Colonia, massacrate in età medievale. Pensate , quindi, alla forza anche simbolica del romanzo e a come sia corretto ritenerlo un’opera altamente significativa nella storia della produzione del poeta. Ci sono altri aspetti da non dimenticare, come il rapporto "vierge-verge".
Il romanzo, oltre a un vitalismo che ha portato in molti a sostenere la palese derivazione dalle opere del Marchese, ridicolizza la società del tempo, ed è un peccato che i riferimenti a fatti e personaggi realmente esistiti si siano persi, perché ne costituivano sicuramente uno degli aspetti più divertenti e godibili. Per il resto, come vogliono le caratteristiche del genere, è una “enciclopedia dell’accoppiamento”, di ogni tipo di congiungimento carnale ripetuto e portato all’estremo, con varianti e conseguenze impensabili e talora disturbanti, che non tengono minimamente conto di valori consolidati o perbenismi.

Leggi la e la parte della Storia della letteratura erotica.

di Francesca Mazzucato

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