Weekend Magazine Sabato 30 dicembre 2000

L' antico acquedotto, parte II

Per la prima sezione: Leggi l'articolo
Per questa parte dislivello 200 m, chilometraggio circa 11 km solo andata, quasi tutto fuoristrada. Il ritorno in statale prevede 7 km su asfalto
L’altra volta ci eravamo fermati presso la strada asfaltata in prossimità dei Mulini di Trensasco.
Da qui, dopo essere saliti un centinaio di metri su per la strada, si trova sulla destra un piccolo ponte con cancello in ferro. Passateci e salite su per le scalette e i viottoli sino a che non ritornate sulla caratteristica strada di ardesia visibile sulla destra. Il fondo è ottimo, fate solo attenzione ai buchi e alle zone dissestate.
Dopo qualche km la strada finisce e si sbocca nuovamente su una strada asfaltata. Attraversatela e cercate subito la continuazione davanti a voi, in prossimità di Via Pino Sottano, vicino ai cassonetti della spazzatura (se avete dubbi, come prima, seguite le lastre di ardesia). Andate avanti ancora per un po’ sino a che la strada non diventa impraticabile. In questo tratto l’acquedotto è interrotto e non più percorribile. Bisogna scendere a valle e poi risalire subito dopo il fiume, il Rio Geirato. Scendete allora sulla destra fino al parcheggio; poi dirigete a valle, verso il Bisagno. Ogni strada in discesa è buona, ma è meglio tenersi sulla sinistra per non tornare troppo indietro. Quando arrivate lungo il fiume girate a sinistra verso piazza… in prossimità del ponte sopra il Rio Geirato. Se avete dubbi chiedete, qui incontrerete sempre qualcuno.
Cercate sulla sinistra, subito dopo il ponte, la seconda traversa, Via San Felice. C’è da pedalare un po’ in salita fino a che, dopo qualche curva, non appare sulla destra Salita Cotella, un viottolo lastricato in mattoni rossi. E’ abbastanza impegnativo, anche perchè ci sono i gradini, ma almeno è breve e in pochi minuti sarete di nuovo sull’antico acquedotto, subito visibile sulla destra.
Sempre avanti sulle lastre fino a che non si incontrate una breve ma ripida scalinata. Scendete e continuate, il paesaggio comincia ad aprirsi un po’e a migliorare. E’ facile vedere delle gradevoli villette lungo la strada circondate da orti e praticelli.
Dopo poco arriverete al magnifico ponte sul rio Torbido, con splendida vista sulla zona circostante e gli antichi mulini in basso a destra. Procedendo si giunge di nuovo su una strada asfaltata, Via dei Filtri, in prossimità di una grande curva. Si sale un po’, giusto qualche decina di metri, e si incontra sulla destra una scaletta che riconduce al percorso. Giù e poi avanti a sinistra nel borgo sino ad arrivare di nuovo sulle lastre.
Andate avanti e vi troverete a Cavassolo, l’ultima tappa. In teoria sarebbe possibile continuare ancora per un po’, sino a località “La Presa”, ma la strada è danneggiata ed è facile perdersi. Se desiderate tornare rapidamente indietro per la statale scendete a destra verso il Bisagno prendendo una delle numerose mulattiere che conducono a valle. Alcune sono più divertenti, dissestate e a scalini, altre più tranquille. A voi la scelta. Una volta in fondo ritornate per la statale in direzione Genova centro.
E’ un bellissimo itinerario che meriterebbe più attenzione. Infatti è raro incontrare qualcuno, soprattutto un ciclista.
Se volete saperne di più date un occhio a “L’antica strada dell’acqua, sei tappe dentro e fuori le mura”, compatto ed economicissimo libretto della SAGEP editrice. Oltre alle cartine e a un bel po’ di immagini trovate anche cenni storici e costruttivi.
Per immagini e spiegazioni aggiuntive:Leggi l'articolo
Foto sopra: Il magnifico ponte del '600 sul Rio Torbido.
Sotto: La scaletta subito dopo Via dei Filtri.

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