Magazine Lunedì 1 dicembre 2003

Sesso in tutte le salse

Pensiamo solo al sesso e alle sue conseguenze, nel XXI secolo? Gli amori estremi, le fantasie erotiche, i desideri più forti, sono argomento per articoli di giornale e sondaggi. Chi non pensò alle conseguenze fu senza dubbio il Marchese De Sade. Nessuna seria storia o analisi della letteratura erotica può prescindere da questa figura. Certo, il suo naturalismo spinto fino all’estremo, le sue concezioni “erotico - funerarie” lo rendono poco attraente ai nostri occhi, tendiamo a dimenticarlo, a liquidarlo con qualche battuta. E’ più agevole considerare autrici erotiche, scrittrici come Colette o come la meno conosciuta ma sempre bravissima Jean Rhys o persino Djuna Barnes. Queste scrittrici possono essere considerate “autrici delle passioni”, possiamo rintracciare l’audacia femminile che non si ferma davanti a niente nelle loro pagine, ma certo, bollarle come erotiche è un errore e una falsa prospettiva. Magari, per la loro epoca, condussero vite scandalose (e lo vedremo). Quindi hanno avuto un certo ruolo sociale d’avanguardia, hanno sfidato i loro tempi, ma se valutiamo le loro pagine possiamo notare che sono lontane dal concetto di erotismo e dai parametri classici della letteratura erotica (che è un genere, non ci stancheremo di ripeterlo. Contaminabile, in evoluzione, ma un genere preciso con precise caratteristiche). Seguendo un ordine cronologico dobbiamo quindi cercare di conoscere meglio il Marchese che giganteggia su un secolo in fermento, ne vive e ne sente sulla pelle le metamorfosi. Siamo nella Francia che con il 1789 entra nella storia mondiale delle grandi rivoluzioni sociali.

Di famiglia aristocratica, viene iscritto a quattordici anni in una scuola militare riservata ai figli della più antica nobiltà. Nominato sottotenente, partecipa alla guerra dei Sette anni contro la Prussia, distinguendosi per il coraggio, ma anche per un certo gusto per l'eccesso. Nel 1763 viene congedato e inizia a condurre una vita all'insegna della dissolutezza e del divertimento più sfrenato, frequentando attrici di teatro e giovani cortigiane. Si sentiva seguace del naturalismo di Rousseau , riteneva che tutto deve venire ricondotto alla natura, e che se la natura ci dà certi impulsi non possono essere cattivi e vanno seguiti.
Il 17 maggio dello stesso anno viene costretto dal padre a sposare Renee Pelagie de Montreuil, una ragazza appartenente a una famiglia di nobiltà recente, ma molto ricca. Secondo alcune fonti l'intenzione del padre sarebbe stata quella di fargli mettere la testa a posto; secondo altre avrebbe mirato soltanto ad assicurarsi il patrimonio familiare della ragazza, vista la precaria situazione economica in cui versava in quel periodo la famiglia De Sade.
Quel che comunque è certo è che il matrimonio non fa abbandonare al Marchese le vecchie abitudini. Anzi: pochi mesi dopo le nozze viene imprigionato per quindici giorni nelle carceri di Vincennes a causa del "comportamento oltraggioso" tenuto in un bordello. Sarà questo il primo di una lunga serie di soggiorni in prigione. Nonostante questo la moglie sarà sua complice, i loro rapporti resteranno buoni come dimostra il loro epistolario. Sarà la suocera a essere sua acerrima avversaria e ad avere grandi responsabilità per le vicissitudini e le tribolazioni di Sade.
Il secondo sarà nel 1768, quando verrà incarcerato per sei mesi per aver rapito e torturato una donna. Liberato per ordine del re torna a dedicarsi alle sue occupazioni preferite. Organizza feste e balli nella sua tenuta di La Coste e inizia a viaggiare.

di Francesca Mazzucato

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