Magazine Venerdì 28 novembre 2003

Il romanzo del Rex

Affascinante, sontuoso, poderoso, il Rex entra nelle acque del porto di New York, tappa finale del viaggio inaugurale, il 7 ottobre 1932. Qui il Rex si mostra perfettamente proporzionato all’imponenza della Grande Mela. E pensare che questo transatlantico, primo al mondo per velocità, dimensioni e lusso, nasce nei cantieri navali dell’Ansaldo a Sestri Ponente. Chissà quale idea di grandezza è riuscito a portare oltreoceano questo colosso genovese.
Questa l’idea che volevano trasmettere il collage di documentari dell’Istituto Luce che hanno aperto la presentazione del libro di Ulderico Munzi Il romanzo del Rex, giovedì 27 novembre, presso la Stazione Marittima. Renzo Parodi ha fatto da mediatore tra l’autore e il pubblico. Presenti inoltre il presidente dell’Autorità Portuale Giuliano Gallanti e Mario Magonio, testimone del varo del Rex, all’epoca un ragazzino che frequentava il collegio, ora un simpatico vecchietto ancora molto arzillo, che ha contribuito con il proprio ricordo affascinato.
Gallanti ha introdotto il pubblico nel contesto della nascita del Rex, ricordando come il progetto di questa nave si discostasse per dimensioni dalle precedenti costruzioni. Furono infatti effettuate modifiche ingenti per ingrandire i cantieri di Sestri, e fu demolita una parte di molo nei pressi della Stazione Marittima per permetterne l’attracco.

Purtroppo il Rex non ebbe vita troppo lunga. Dopo il suo varo, nel 1932, fu affondato, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, da sei caccia alleati nel porto di Istria; a giudizio di molti per invidia degli inglesi nei confronti di quello che era l’orgoglio della Marina Italiana.
Continua Munzi:” Quando penso agli anni trenta penso alle baionette, alle ideologie, a tanto odio. Poi sopra tutto questo si erge il Rex, che con il suo splendore fuggiva dalle disgrazie che anticipava. Le navi di adesso, gli yacht, hanno tutto: sono dei veri alberghi galleggianti, ma non hanno neanche una principessa.... Le navi di oggi non fanno sognare”.

Il romanzo non è lo studio di un esperto, si tratta semplicemente di un racconto che vuole ridare gloria a una nave, alle tradizioni marinare, a Genova e al suo porto, un tempo ben più importante.
La presentazione si è conclusa infine con un appello rivolto ai possessori di reperti appartenuti al Rex, letteralmente saccheggiato dopo il suo affondamento, perchè collaborino per farne un museo a Genova.
di Alberto Baschiera

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