Siviglia, la modernità nella tradizione, guida alla sua essenza - Magazine

Siviglia, la modernità nella tradizione, guida alla sua essenza

Attualità Magazine Lunedì 20 luglio 2020

© Cristina Torriano

Magazine - Cosa ci si aspetta da una città come Siviglia? Il Flamenco? La fiesta? Il cibo? O l’ospitalità dei suoi abitanti? Le sue tradizioni? Il calore e la passione della sua terra? I suoi monumenti? La domanda non ha una risposta scontata perché la città ha un offerta culturale molto ampia e svariata.

Da buoni turisti informati e diligenti, quando decidiamo di prenotare un viaggio, durante la fase di decisione (quindi quando ancora siamo a casa), prendiamo in considerazione vari fattori (socio-culturali, di svago, di sicurezza, le tradizioni enogastronimiche, il folclore e molto altro) pertinenti  al luogo che si vuole visitare ed in base a questo si fa un bilancio decisionale. Vale la pena spendere questo preventivo per 2, 3 o 5 giorni a Siviglia? Cosa voglio vedere? Siviglia sarà come avevo in mente?

A mio modesto parere, in qualità di italiano residente a Siviglia da un po’ di tempo, la città ha ottenuto in pochi anni una progressiva e costante evoluzione che rappresenta l’essenza stessa della città. La definirei così: ha i piedi ben ancorati nelle tradizioni però con uno sguardo velato rivolto verso le ultime tendenze, senza tralasciare un pizzico di sciovinismo endemico sano: una città viva, dai mille colori, aperta e sincera.

Per coglierne al meglio la sua essenza è essenziale un nuovo concetto di Slow Tourism, senza fretta, personalizzato, locale e all’infuori dei precetti del turismo usa e getta, così otterremo l’effetto sorpresa.

Bisogna lasciarsi innamorare di Siviglia. Oltre ai tre monumenti dichiarati patrimonio dell’Unesco, la Cattedrale di Santa Maria della Sede, la cattedrale gotica più grande del mondo, il Real Alcazar, il palazzo reale in uso più antico d’Europa con più di mille anni di storia – i primi due imprescindibili da vedere - e l’Archivio delle Indie, Siviglia sorprende anche per i suoi monumenti moderni inglobati in un contesto storico, come il Metropol Parasol, conosciuto come Las Setas (i funghi), inaugurato nel 2011 - il monumento di legno più grande del mondo - o il Centro Andaluso d’Arte Contemporaneo presso l’antico Monastero della Cartuja, in una rispettuosa continuità e con allusioni artistiche al passato. E non si tratta di una tendenza degli ultimi anni.

Per questo motivo, per l’Expo Universale del 1929 si decise di costruire moltissimi padiglioni presso un’area adiacente al centro, culminata artisticamente con l’inaugurazione della famosissima Plaza de España, risultato di spicco dell’Arte Regionalista Andalusa: è una tendenza culturale orientata alla recuperazione del passato artistico impiegando materiali e tecniche autoctone come la ceramica del quartiere di Triana, l’impiego di raffinati stucchi o l’uso dei mattoni faccia vista.

Siviglia offre una varietà culturale molto vasta, probabilmente merita più di una visita; per questo motivo, in qualità di guida turistica di Siviglia, ho deciso di creare un sito dedicato a Siviglia, si chiama Sivigliamo, dove potrete trovare moltissime raccomandazioni, una guida completa ai monumenti di Siviglia (anche i monumenti fuori dai percorsi turistici classici), le ultime novità e molte attività da fare a Siviglia, però come ho suggerito, senza fretta. Mi soffermo soprattutto su aspetti socio-culturali che mi piacciono molto e considero fondamentali per conoscere veramente una città  e, appunto la sua essenza.

A proposito, sapevate che i vestiti da flamenca sono gli unici vestiti regionali in Spagna che seguono una moda annuale? A Siviglia si celebra una volta all’anno una Flamenco Fashion Week chiamata Simof. Perché? Una settimana all’anno (virus permettendo, aihmé quest’anno non è stato possibile) si celebra la festa popolare più importante della città: la Feria de Abril. Le sivigliane quasi tutti i giorni hanno bisogno di un vestito diverso da indossare durante questa settimana quindi è abituale comprare un nuovo vestito ogni anno o ogni due o tre anni (dipende dalle disponibilità economiche ovviamente).

A Siviglia esistono molti designer di moda che si dedicano al disegno e alla confezione dei vestiti e non è soltanto una tradizione che si mantiene ancora molto viva, ma rappresenta un settore economico di Siviglia molto importante, insieme al turismo. È molto interessante vedere come vengono creati questi vestiti.

L’altra festa principale è la Semana Santa (la settimana di Pasqua): inizia ufficialmente la Domenica delle Palme e si conclude con la Domenica di Pasqua. Escono in processione ben 71 confraternite, con sculture che risalgono al 1600 fino ad opere del XX secolo. La Settimana Santa che conosciamo oggi è il risultato del Concilio di Trento che promosse il culto dell’immagine sacra. Lo stile raffigurato principale è il barocco.

Ed in parte vi posso assicurare che il barocco è presente anche nel carattere dei sivigliani, rispecchiandosi nell’abbondanza e nell’esagerazione iperbolica della loro vita quotidiana. Per farci una idea basti vedere i bares cofrades, le cui pareti sono un miscuglio ordinato di immagini sacre della confraternita della quale fa parte il proprietario del bar. 

Anche alla cultura arabo-musulmana l’Andalusia deve molto: il periodo dell’Al-Andalus fu il periodo di massimo splendore artistico-culturale, durante il nostro medioevo. Ed anche in questo caso nel carattere andaluso sono presenti molte caratteristiche di questa cultura:  ha inciso sulla musica e sulla cultura flamenca, alla quale ha contribuito anche la cultura gitana ed africana; l’altro aspetto è la forma di condividere la vita e gli spazi in comune o l’impiego di certi ingredienti in cucina come le mandorle nei dolci e le tantissime spezie usate o il miele, per citarne solo alcuni.

A proposito di gastronomia...sapevate che a Siviglia potrete trovare bar o ristoranti tradizionali, ma negli ultimi anni sono sorti moltissimi bar di cucina d’avanguardia a prezzi scandalosamente ragionevoli rispetto ai prezzi che siamo abituati a vedere in Italia? Si tratta di cucina tradizionale riadattata, però sempre mantenendo il formato delle Tapas (la tapa è una porzione piccola – per intenderci la dimensione equivale, di solito, a un piattino per i dolci). L’offerta è molto ampia e alcune delle zone di moda negli ultimi tempi sono la zona dell’Alameda de Hercules o il quartiere di San Lorenzo e di San Vicente, o la zona della Calle (Via in spagnolo) Feria, lontani dai percorsi turistici classici del centro, come il quartiere dell’Arenal e di Santa Cruz. Quest’ultimo è un vero gioiello ed è obbligatoria una visita: rappresenta parte dell’antico ghetto ebraico del 1300 ed è il quartiere più turistico di Siviglia. 

Per concludere vorrei lasciarvi una frase celebre su Siviglia, di uno dei novellisti più famosi della Spagna, Antonio Gala e che riassume con convinzione quello che rappresenta la città per i sivigliani: 

Lo malo no es que los sevillanos piensen que tienen la ciudad más bonita del mundo… Lo peor es que puede que tengan hasta razón”– tradotto:  il brutto non è che i sivigliani pensino che hanno la città più bella del mondo, il peggio è che può essere che abbiano persino ragione.