Gli Innamorati di Goldoni - Magazine

Teatro Magazine Teatro della Corte Venerdì 29 dicembre 2000

Gli Innamorati di Goldoni

Magazine - Interpreti: Mario Valgoi, Elisabetta Valgoi, Alvia Reale, Pierluigi Corallo, Michela Cadel, Luciano Roman, Mauro Malinverno, Stefania Felicioli, Miro Landoni, Milutin Dapcevic. Regia: Massimo Castri. Testo: Carlo Goldoni. Scene e Costumi: Claudia Calvaresi. Luci: Gigi Saccomandi. Suono: Franco Visioli. Direzione allestimento: Renzo Cecchini, Giorgio Pansini. Aiuto Regia: Marco Plini. Produzione: Teatro Stabile del Veneto e Teatro Metastasio, Stabile della Toscana.

Goldoni nel XXI secolo di cosa ci parla? Quale messaggio può trasmetterci? Massimo Castri lo sta portando in tournée in Italia e qui a Genova è stato ospite nel mese di dicembre della Corte. La sua messa in scena è filologicamente impeccabile e d'altra parte la sua ricerca su Goldoni ha già superato varie tappe: "I rusteghi" e la "Trilogia della villeggiatura".
Però, però - e non è un errore di battitura - ci sono epoche nelle quali alcuni drammaturghi perdono spazio, popolarità a vantaggio di altri. Shakespeare, per esempio, che di meriti ne ha molti, è stato a suo tempo soggetto ad una specie di oscuramento. Nel '700, infatti, nonostante studi e lavori fossero in corso su di lui, la sua opera non era particolarmente amata.
E forse è giusto che un'epoca, un decennio o forse soltanto un gruppo di spettatori possa dire: non ci piace, non parla la nostra lingua, non ci comunica niente.
Per il resto, lo spettacolo racconta la storia d'amore e gelosia di due giovani un po' bizzosi che per gelosia e scarsa generosità si accapigliano per niente sciupando i momenti migliori dei loro incontri. Sebbene Castri dica di aver modellato la relazione tra i due innamorati come se fossero due giovani di oggi, in realtà l'esperimento non riesce troppo bene e tutto il contorno diventa più interessante della trama principale. Giocosissimo lo zio pasticcione Mario Valgoi, invadente e scialacquatore; un po' troppo "furba" la servetta, Lisetta (Stefania Felicioli), sapientona dalla voce però fumettistica e senz'altro divertente; e infine spassosi gli effetti atmosferici e naturalistici, che escono dalla grande finestra in scena, anche se sembrano tanto un tuffo nel cinema da parte del palcoscenico.
Belli i costumi e la scenografia che però sembrano più un'esposizione da museo che un lavoro combinato e coordinato con lo spettacolo.

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