Concerti Magazine Martedì 25 novembre 2003

Pubblico in rivolta alla Fiumara

Magazine - La mia prima volta al . L'occasione è quella del concerto di , il cantautore romano che non ha bisogno di troppe presentazioni: dopo un'estate trascorsa in giro per l'Italia a riempire gli stadi con un mega spettacolo tutto luci, ballerini ed effetti speciali, Baglioni ha dato il via ad un tour che toccherà numerosi Palasport della penisola.
E lunedì 24 novembre è toccato alla struttura genovese, nuova di zecca, accogliere quello che è stato il concerto inaugurale.

Alle 20.30 ho trovato posto. Alla mia destra un gruppetto di ragazze non sta più nella pelle: come sarà vestito e come avrà i capelli il loro idolo? La conclusione è che «sarà senz'altro bellissimo!». Alla mia sinistra la classica coppietta: lei è già in fibrillazione, lui si guarda intorno annoiato. Chissà se qualcuno lo ha informato che lo spettacolo durerà più di tre ore, mi chiedo.
Tutto sembra andare avanti come da copione: il Palasport è pieno, la gente cerca il proprio posto e compra i cuoricini colorati. Arriva Fabio Fazio e l'attenzione si concentra, per un attimo, su di lui. Poi l'uomo del Meteo, tutto vestito in nero, prende posto in prima fila. Una voce dall'altoparlante chiede al pubblico di non fumare: parte l'applauso. È la stessa voce, poi, a porgere le scuse dell'organizzazione per "il problema che si è creato con i posti a sedere": ora la gente fischia e grida. Affacciandomi dalla balconata mi rendo conto che, in platea, c'è un certo movimento: le persone non sono sedute ma discutono, si agitano: qualcosa non va.

Il concerto ha inizio. Luci spente, entra Claudio Baglioni armato della sua chitarra: suona Yesterday. Ma il pubblico non si placa nemmeno quando il cantante si appresta a parlare di sè e dei suoi 35 anni di successi. E alle grida "Il posto!" Baglioni è costretto a interrompersi: sono molti, infatti, i fan rimasti in piedi pur avendo acquistato il biglietto nel parterre. «Evidentemente l'organizzazione ha fatto degli errori», dice Baglioni irritato e visibilmente imbarazzato, «chi ha venduto i biglietti è responsabile di questa situazione: probabilmente sono stati venduti due volte gli stessi biglietti». Il cantante prega i fan di non sedersi sul palco per problemi di sicurezza: «In queste condizioni non posso cantare», poi invita alcuni ragazzi a salire sul palco per rendere nota la propria posizione: «Ho pagato il mio biglietto 100 euro e sono rimasto in piedi!».
Gli animi si scaldano e sono in molti a salire sul palco per parlare con Baglioni. Le forze dell'ordine, intanto, cercano di tenere la situazione sotto controllo. Ma ecco che Vincenzo Spera, rappresentante dell'organizzazione, prende in mano il microfono tentando, invano, di rassicurare tutti: «C'è stato un errore nell'emissione dei biglietti. Rimborseremo coloro che sono rimasti in piedi e regaleremo loro un biglietto gratis per il prossimo concerto del Mazda Palace». Peccato, però, che chi ha subito il torto è lì per vedere Baglioni e non un altro artista.

Non se ne esce fuori. Poi Baglioni, che non ha colpe ma è lui stesso vittima della spiacevole e vergognosa situazione, chiede scusa a nome di tutti. Il pubblico in piedi si sistema come può e il concerto va avanti: sono quasi le 22.00. Una canzone non prevista in scaletta, Buona fortuna, è il regalo del cantautore per il pubblico che, anche in questa occasione, gli ha mostrato un grande affetto.
Dapprima sul palco c'è solo lui poi, ad uno ad uno, giungono anche i suoi musicisti. Entrano, a sorpresa, anche alcuni giovani violinisti mentre Baglioni canta Fotografie. Lo spettacolo, sobrio e incentrato sull'artista più che sugli effetti speciali, è gradevole e vede impegnato Baglioni nella riproposta dei suoi vecchi successi: Avrai, La vita è adesso, Io sono qui, Fammi andar via e Acqua dalla luna solo per citarne alcuni. Poco lo spazio dedicato alle canzoni del nuovo album, Sono io l'uomo della storia accanto: Tienimi con te, Tutto in un abbraccio, Mai più come te e Serenata in Sol, «la canzone più tragica che mi sia capitato di scrivere», scherza Claudio.

E via avanti tra un palco a tre piani che propone una scenografia sempre nuova e un pavimento che sale portando al cielo un Baglioni in perfetta forma, «nonostante il fiatone dei miei cinquantadue anni» e nonostante alcuni vuoti di memoria dell'artista che, più volte, scorda le parole dei suoi successi. Ma il pubblico, attento e preparato, soccorre Claudio cantando al posto suo nei momenti più opportuni.
Alle 24.45 circa è tutto finito. L'atmosfera che si respira sembra ora priva di quella tensione che aveva scaldato gli animi solo qualche ora prima. Resta comunque l'amaro in bocca per un'inaugurazione da dimenticare.

Nelle foto alcuni momenti del concerto (foto di Carlo Tacchino)

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