Mostre Magazine Martedì 25 novembre 2003

Luttazzi dietro l’angolo

Magazine - Considerato un esule della televisione, censurato anche quando è invitato da Baudo a parlare di censura, querelato per milioni di euro dalle vittime del suo umorismo tagliente e mai banale, il 24 novembre era a Genova per presentare alla galleria il Vicolo, in salita Pollaioli, una serie di tavole che saranno esposte fino al prossimo 4 dicembre.
Il disegno è sempre stata una componente importante della sua vita, dalla sua infanzia vicino all’arte alle sue letture fumettistiche, il cui rimando, nelle sue opere, è molto forte. Suo zio era un pittore che ha insegnato al giovane Daniele i rudimenti della tecnica ed un motto che è un comandamento nel momento in cui il comico di Satiricon impugna il pennello:quando si disegna la linea deve essere viva!

Quando vedo un mio quadro - dice Luttazzi - mi piace immaginare la storia dietro al personaggio rappresentato. Le tavole hanno vita, sono disegni in cui il protagonista non è il soggetto ma quello che ha attorno, i visi spesso sono accennati, stilizzati, presentati con quelle caratteristiche che più che descrivere un particolare lo ricordano. Due punti diventano un naso, una linea che manca viene immaginata dando vita ad un movimento, ad una storia. Interessante vedere La ragazza cha mangia la pizza o l’uomo immortalato nel momento in cui fa la barba. Le opere passano dall’artista allo spettatore in quella complicità che si instaura anche quando è davanti ad una platea. La sintesi è alla base del mio lavoro. Disegno, medicina, teatro e comicità sono tutti legati all’immediatezza. Quello che fa un medico (Daniele è laureato in Medicina. ndr) è estrapolare da un esistenza un particolare per fare una diagnosi.

Questo è quello che accade anche a teatro dove, come diceva Shakespeare nell'Amleto, La brevità è l’animo del moto di spirito. Quello che Luttazzi non capisce, ad esempio, è quando qualche giornalista cerca di raccontare le sue battute facendone la parafrasi. Una delle mie battute che diceva: Mio nonno era davvero un duro, era talmente un duro che quando è morto sulla sua lapide c’era scritto: ‘zzo guardi? quando è stata riportata su un libro di Gino e Michele è stata arricchita di particolari che non servivano.
Qualche domanda sulla satira di oggi è inevitabile soprattutto in un momento in cui il controllo qualità ha colpito anche Sabina Guzzanti e il suo rai.ot.
La satira afferma Luttazzi ha sempe avuto il compito di raccontare le cose da un altro punto di vista, molti giornalisti oggi danno per scontate alcune questioni che poi vengono sollevate da chi ha scelto di fare il mio mestiere. Un comico, osserva e riporta la realtà che ha intorno. Quando gli chiedo se valga la pena, oggi, tornare in una televisione non di qualità quando potrebbe accontentarsi del pubblico che, così come accade per , lo apprezza e riempie i teatri, Luttazzi risponde che è proprio per la mancanza di idee nuove che è necessario tornare in TV. Grillo è fin troppo modesto - dice - in qualunque momento andasse in tv farebbe da solo più di venti milioni di spettatori. Secondo lui esiste una volontà a chiudere la TV alle alternative. Costanzo nei giorni scorsi proponeva una patente per la televisione. Solo che ce l’ha ci può lavorare. Ma chi la darebbe una patente simile? sceglierebbe lui chi merita di andare in onda e chi no?

Luttazzi, il 24 e il 25 Novembre sarà a Teatro con i Dialoghi di Platone, un opera che riparate dalle conversazioni tra Fedone, Timoteo, Gorgia e Medone, per toccare i temi classici della satira: politica, sesso, religione e morte.

Le tavole saranno esposte alla galleria Il Vicolo, Salita Pollaioli, fino al 6 dicembre

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