Il mondo di Bunny Lake - Magazine

Il mondo di Bunny Lake

Mostre e musei Magazine Sabato 22 novembre 2003

Magazine - Arrivo alla galleria non ancora certa di quello che mi aspetterà. E così, da profana dell'Arte Contemporanea quale sono, mi appresto ad affrontare la mia prima installazione, quella dell'artista inglese Georgina Starr, in un misto di curiosità ed eccitazione.
La mostra sarà aperta al pubblico da sabato 22 novembre alle 18.30 presso la galleria di via Lomellini 2/3. Qui la Starr ha già presentato, nell'ottobre del 2000, The Bunny Lake Collection, installazione basata su una performance che coinvolgeva una collezione di vestiti disegnati da Georgina e ispirata al film Bunny Lake is Missing.

Anche oggi la pellicola, risalente al 1965 e diretta da Otto Preminger, ha ispirato la Starr, che ha così concluso la saga dedicata a Bunny Lake, bambina che, nel thriller, è stata rapita nel giardino della propria casa e che è stata poi ritrovata nel bagagliaio della macchina dello zio, salva grazie all'intervento della madre.
Nell'installazione Inside Bunny Lake Garden protagonisti sono due video, proiettati sul grande muro bianco della galleria d'arte. Le immagini partono simultaneamente: a sinistra le riprese che la stessa Starr ha realizzato e che mostrano una bambina mentre gioca in giardino: lo stesso che l'artista ha riprodotto in scala e che aveva ricostruito, ma a grandezza naturale, già a Villa Medici (Roma) rifacendosi all�ultima scena del film di Preminger.
Una luce proveniente dal soffitto della sala lo illumina, trasformandolo in luogo sinistro ed inquietante: un'altalena, alcuni panni stesi e poi una piccola fossa scavata a misura di bambino.

A destra, proiettate sul muro, le immagini in bianco e nero tratte dal film, intervallate da sottotitoli scritti dalla Starr, in italiano, come fossero le riflessioni della madre di Bunny Lake che, nel video come nel film, non appare mai.
Poi un rumore improvviso e fastidioso, assordante. È il contrasto fra i giochi d'infanzia e il rapimento, l'orrore. A risuonare nella stanza sono poi alcuni canti fanciulleschi, che però non rincuorano, ma anzi mettono i brividi. Il messaggio è a questo punto chiaro: Bunny verrà sì salvata dalla madre ma, si chiede Georgina Starr, che genere di infanzia avrà?

Un lavoro sulla memoria, quello dell'artista, che ha anche lei vissuto una storia molto simile a quella di Bunny: la sorella della Starr è stata infatti rapita quando ancora era piccola.
Mentre, sola nella grande stanza buia, guardo le immagini e vengo colpita dai suoni e dalle parole che le completano, capisco quale sia il significato di un lavoro di questo genere: l'interpretazione, a modo proprio, di un sentimento.

Georgina Starr
Pinksummer, via Lomellini 2/3 16124
Per informazioni: 010 2543762

Nella foto in basso il modellino del giardino di Bunny Lake ricostruito da Georgina Starr

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