Eugenio Allegri e la Banda Osiris - Magazine

Teatro Magazine Teatro Gustavo Modena Giovedì 20 novembre 2003

Eugenio Allegri e la Banda Osiris

L’ultimo suonatore
liberamente tratto da Tingeltangel di Karl Valentin
scritto, interpretato e realizzato da Banda Osiris e Eugenio Allegri
con Eugenio Allegri e la Banda Osiris: Giancarlo Macrì percussioni, basso tuba; Gianluigi Carlone sax soprano, flauto, voce; Roberto Carlone basso, trombone, tastiere; Sandro Berti chitarra, trombone
scene Matteo Fantoni e Federico Scaioli
costumi Elena Gaudio e Roberta Vacchetta
Produzione Teatro Nuova Edizione
macchine musicali Renato Rinaldi
Al Teatro Gustavo Modena, fino a sabato 22 novembre, ore 21

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Una banda di bricconi, questa Banda Osiris, direttore d'orchestra (Eugenio Allegri) compreso.
Sotto un tendone da circo dell'aldilà, con macchine musicali desunte da lavatrici in disuso e altre chincaglierie, tutto è concesso. Il gruppo di allegri defunti buontemponi, Eugenio Allegri - nei panni del celebre clown musicale e cabarettista degli anni '20, Karl Valentin - e i quattro elementi della Banda Osiris, nel ruolo di orchestra burlona, ne combinano di tutti i colori come i ragazzini delle vecchie comiche Simpatiche Canaglie.

Si parte proprio dalla figura trapassata del bavarese Karl Valentin e dalla sua poliedrica natura artistica, che lo consacrò nei piccoli locali della baviera come al cinema, per cui creò più di 50 film (per un terzo purtroppo perduti; in tutto sono 400 le opere tra commedie e sketch da lui lasciate). Si passa poi dall'uomo e dalla sua triste fine in povertà alle sue opere: la più famosa "Tingeltangel" sul tentativo di un direttore, appunto, di eseguire un concerto con un’orchestra riottosa; c’è il "Teatro dell’obbligo" trasformato in "Intervallo dell’obbligo"; c’è il lungo, a tratti noioso, "Padre e figlio discutono della guerra", che però è estremamente attuale. Tingeltangel e il suo direttore restano al centro della serata con le sue frustrazioni i suoi amori e le sue depressioni sofferte tanto di più quanto usate dalla Banda per ribellarsi.

La serata è un divertissement tra l'aldilà e l'aldiqua, tra la storia passata, con i suoi mostri sacri (il nazismo), e il presente, con le sue nuove istituzionali aberrazioni: chi ci governa, la guerra. Ma la coerenza non è al centro di questo circo strampalato, a cui qualcosa in più è concesso dal suo essere nell'aldilà.

Il direttore d'orchestra Allegri è un modo per farsi beffa della figura del dittatore, la sua orchestra, indisciplinata come un gruppo di ragazzi di terza media, lo fa impazzire, lo prende in giro, lo denigra e insulta: "Che differenza c'è fra un sacco di merda e un direttore d'orchestra?" Seguono risate, risate e risate e ancora risate, fino a che lui entra e con lui la risposta: "Il sacco". Ma l'umorismo tagliente fra camerati o coscritti non è mai un insulto duro, si tratta sempre e solo di un gioco per divertire e divertirsi.
Il pubblico, con sua grande soddisfazione, è previsto e coinvolto e anche Genova è presa in considerazione quando le campane di Sampierdarena fanno sentire i loro rintocchi: Eugenio non si lascia sfuggire l'occasione. È questo che la gente applaude, questo includerli e includere la loro realtà, anche solo se colta superficialmente.
La Banda Osiris è in ottima forma e fa solo pensare come questa orchestra di professori buontemponi riesca ancora a crederci e a farci ridere con le sue "trombonate".
Emerge prepotente la bocca sonora e pluriespressiva di Gianliuigi Carlone: totalmente spalancata e buffissima, nell'attesa di suonare il flauto, ma anche medium ridicolo di un lappone reiventato per il suo personaggio.

C'è anche un intervallo, ma anch'esso burlato come voleva Valentin, che diventa parodia del vero intervallo a teatro e interrompe, senza veramente interrompere.

Una serata di pura comicità fondata su un maestro del riso, Karl Valentin e messa in scena con tutta la fantasia del caso dai bravi Eugenio Allegri e Banda Osiris che ne colgono in pieno lo spirito e non fanno fatica a sostenerlo.

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