Magazine Domenica 16 novembre 2003

A Caval donato…

, dopo aver dato prova del suo talento con la rivoluzionaria saga degli Hyperion’s Cantos si conferma con un altro colossal sospeso tra passato e futuro che attinge direttamente ad Omero e alla sua Iliade.
In molti suoi libri le contaminazioni coi classici sono state il punto di partenza per opere originali in cui l’autore va oltre la citazione o il tributo.
In Hyperion, ad esempio, il primo romanzo della serie pluripremiata, la struttura utilizzata è quella di Chaucer in The Cantrbury Tales con riferimenti al Decameron di Boccaccio. Il titolo stesso, poi, è un richiamo tanto forte a John Keats, da rendere il poeta inglese e la sua opera incompiuta, Hyperion appunto, protagonisti della saga.
In opere meno maestose, ma altrattanto affascinanti, Simmons ha fatto della rielaborazione dei classici un vero e propio marchio di fabbrica. Tra le sue mani sapienti sono passati giganti del calibro di Bram Stoker (I figli della paura), Remarque e i romanzi dal fronte (Il grande amante), Dante ed Elliot in un romanzo, Gli uomini vuoti, in cui il protagonista affronta il suo personalissimo viaggio negli inferi.

Al suo carniere già ricco mancava solo il confronto con il vate cieco e con i suoi capolavori. Simmons è un grande conoscitore dei classici greci che, dopo una ricerca estenuante che lo ha messo di fronte a innumerevoli traduzioni dell’Iliade e dell’Odissea, ha deciso di darne una sua immagine tra l’onirico e il visionario, in un romanzo che confonde passato presente e futuro in un vortice che è abile a cavalcare.
In Ilium, Thomas Hockenberry, la voce narrante del romanzo, è un insegnante universitario di storia che all’improvviso diventa spettatore diretto della guerra di Troia, nelle vesti di scoliaste al servizio degli dèi dell'antica Grecia.

Il romanzo presenta le difficoltà che si incontrano quando si entra a contatto con un mondo nuovo. Il lettore, in un primo momento, potrebbe sentirsi disorientato perchè precipitato in un universo in cui l’immaginazione lavora come raramente è costretta a fare. Comprendere i mondi di Simmons è il prezzo che chi legge paga per diventare tenutario di un sapere esclusivo e meraviglioso.

Il libro alterna la descrizione puntuale e vivida della guerra di Troia con immersioni in un futuro remoto in cui l’umanità è al crepuscolo. Il tutto condito con analisi critiche ardite ed affascinanti, spesso un po' faticose, dei sonetti di Shakespeare e dell’opera di Proust.

Esattamente come avvenne per Hyperion il primo libro promette tanto e lascia nel lettore la voglia conoscere, subito, il seguito. Conoscere l’esito della guerra di Troia potrebbe non bastare a togliere la curiosità.

La sola cosa che lascia interdetti è il colpevole ritardo con cui pubblica le opere dell’autore dell’Illinois e la pessima scelta di dividere il romanzo, originariamente unico, in due parti, senza avvisare il lettore. Da una ricerca in rete, infatti, emerge che la seconda parte verrà pubblicata solo a partire da Gennaio prossimo. Ovvero: come far pagare il doppio un libro solo!

Molto probabilmente alla fonte di una scelta tanto impopolare da parte di Mondadori c’è la volontà di cavalcare l’onda della nuova moda Hollywoodiana, che porterà presto nelle sale di tutto il mondo prima, e Alexader di Oliver Stone, dopo.
Il 2004 sarà, dal punto di vista cinematografico, l’anno Ellenico e la casa editrice del Sig. B. si sta preparando adeguatamente facendone fare le spese a quella nicchia di lettori che amano la letteratura di Simmons e che da sempre sono maltrattati da chi pubblica, e arriva a smembrare, le sue opere.
di Francesco Cascione

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