Magazine Sabato 15 novembre 2003

L’ultimo viaggio della Canaria II

In questa atmosfera magica e onirica Eleonora cresce con uno spirito libero e selvaggio, sganciata dalle convenienze sociali, diversa dalle sorelle che non si sono sposate per amore, e che l’esortano a comportamenti più adeguati alla sua classe sociale. Eleonora se ne frega, studia pittura, gode della sua libertà e si innamora follemente di Sebastiano Garrone, che ha combattuto con Garibaldi a Digione e sogna di stare sempre sul mare. E’ un amore vero, una passione dei sensi, della pelle e delle viscere che ti cattura in ogni pagina, un amore che va contro le convenzioni e i benpensanti: “Si sposarono nella chiesa di Carignano…La ditta Romanengo si occupò di tutto, apparecchiando tre immensi tavoloni a forma di ferro di cavallo… Eleonora…sedeva dritta e composta, non parlava ad alta voce…non era vestita in modo vistoso…eppure il suo atteggiamento aveva qualcosa di sfrontato.. Sebastiano ne era certo. Quello era l’inizio di tutto..”.
Dopo aver consumato la passione, Sebastiano, come desidera da tempo, parte attraverso gli oceani sul bel veliero della Bianchi Navigazione, la Canaria, che un brutto giorno non ritornerà. Eleonora, sorprendentemente coraggiosa, prende le redini dell’impresa di famiglia e la guida con mano ferma e autorevole attraverso le burrasche e i cambiamenti imposti dalla modernizzazione. Cresce le due figlie, si mostra affidabile e sicura in pubblico, ma dentro al suo cuore non crederà mai veramente alla morte del marito e continuerà ad aspettarne il ritorno, confidandosi davvero solo con la balia, la sera, quando si toglie la maschera che si è imposta di indossare in società per risultare credibile e affidabile. Vicende storiche tragiche si alternano poi alla storia di tre generazioni, disegnando un godibilissimo affresco che, dalla Genova di fine Ottocento, copre quasi un secolo di tutta la storia del nostro paese. Un secolo carico di dignità e di onore, che si riflette nelle vicende private dei protagonisti e nella figura di Eleonora, che troneggia su tutti e continua ad attendere di sentire qualcuno urlare:” La Canaria è tornata!”.

Un romanzo che forse ha un solo piccolo difetto: racconta il mare, la Liguria e Genova (di cui la scrittrice tra l’altro è originaria) ma , forse per la complessità del tessuto narrativo, è una Genova a tratti asettica, che non vive come certi personaggi, non diventa uno spazio urbano fatto di carne, di sangue e di odori, ma resta una scenografia per l’azione, bellissima, descritta con grande precisione e attenzione ai dettagli, ma leggermente stereotipata. In ogni caso un libro destinato a emozionare e a coinvolgere, adatto a un pubblico eterogeneo, e ottimo come regalo di natale di sicuro prestigio.
di Francesca Mazzucato

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