Capodanno si brinda con... - Magazine

Teatro Magazine Venerdì 29 dicembre 2000

Capodanno si brinda con...

Magazine - Progetto di: Valerio Festi.
Drammaturgia e messa in scena di: Monica Maimone

Fino a ieri ancora battevano i martelli e il generatore faceva un terribile fracasso. Oggi – le attività proseguono - ma già le transenne dei lavori in corso si sono aperte e il palco è pronto. Ecco fatto, come in tutte le migliori occasioni tutto si appresta ad accogliere l’evento.
“L’allegoria della Fortuna” è il titolo di questa celebrazione che attinge da quella dimensione teatrale che è propria di tutte le feste e che parla di una ritualità di gesti e comportamenti, inconsapevolmente riprodotti quotidianamente nei nostri party.
Andando a recuperare una tradizione rinascimental-barocca, Festi e Maimone vogliono “distillare l’essenza contenuta nella ‘poetica della festa’” che è tipica di “un’arte che punta a stupire evocando mondi che contengono la sapienza dell’architettura, la grazia dell’artista e la pazienza dell’artigiano”. I due artisti portano a Genova un passato che sa di futuro per ricordare un’epoca felice per le arti e per il teatro e augurarsene una altrettanto vivace e fortunata per questo imminente nuovo anno. "Abbiamo pensato di ispirarci al grande inventore della 'scena barocca': Giacomo Torelli, l’inventore dei meccanismi dell’illusione scenica, che per secoli dettarono legge nella 'macchineria' teatrale di tutta Europa". Per l’appunto il progetto è un omaggio all’artista secentesco che per primo seppe combinare in modo sapiente forme classiche e motivi eterogenei creando ambientazioni al limite fra realtà e fantasia. Ripensando Torelli e il suo teatro, fatto di "ripetute mutazioni a vista, dell’uso delle macchine, dei voli e delle apparizioni a sorpresa", Festi e Maimone si sono ispirati agli scritti dell’artista barocco per comporre e ambientare la messa in scena di una delle allegorie preferite dal maestro. Giochi di immagini, voli e grandi macchine celebreranno quella che Platone(secondo Plutarco) ha definito "il grande potere generativo femminile, l’essenza delle cose".
Auguriamoci dunque che questo nuovo anno - per qualcuno il 2001, per altri l’inizio del 2002 - sia un anno prodigo e dunque femminile nel senso rigenerativo del termine, in grado di guardare con occhi consapevoli e amorevoli a tutti noi.
Godetevi la catartica festa in Piazza lasciando che un po’ della grandezza del passato vi illumini e insieme al fasto di questo nuovo tecnologico e "maraviglioso" presente ci conduca ad un ... miglior futuro ... miglior futuro....

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