Sicurezza dei dipendenti: come e quando nominare un medico del lavoro - Magazine

Sicurezza dei dipendenti: come e quando nominare un medico del lavoro

Attualità Magazine Mercoledì 29 aprile 2020

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Magazine - Il medico del lavoro è una figura specializzata nel garantire i propri servizi all’interno di qualsiasi ambiente professionale che ne faccia richiesta o che vi sia obbligatoriamente tenuto per legge. Nello specifico, questo professionista si occupa di prevenzione, diagnosi e cura di disturbi, infortuni e malattie provocati da qualsiasi attività professionale considerata a rischio. Ne sono un esempio quelle che richiedono ai dipendenti di lavorare a contatto con sostanze potenzialmente nocive per la salute, come gli agenti chimici o le radiazioni, o quelle che prevedono l’utilizzo di strumentazioni pericolose per svolgere la propria mansione.

Si tratta, dunque, di un medico che può trovarsi a trattare tanto problematiche di natura fisica o biologica, quanto quelle di carattere psicologico o comportamentale. Il medico del lavoro tratta infatti anche lo stress, il burn-out e tutte le altre problematiche psicosociali che possono verificarsi sul posto di lavoro. 

Medicina del lavoro: cosa dice la legge italiana 

Stando alla legge italiana e, più precisamente, al Decreto Legislativo 81/08, le aziende o i datori di lavoro sono tenuti a richiedere un medico del lavoro nel momento in cui una valutazione dei rischi abbia appurato la presenza di elementi potenzialmente pericolosi.

Il ruolo fino a qualche tempo fa poteva essere affidato a medici autorizzati impiegati in diversi settori della medicina ma, a seguito dell’abolizione dell’articolo 55 del D.Lgs. 277/91, ora può essere ricoperto esclusivamente da medici che si siano specializzati proprio nella disciplina della medicina del lavoro.

Questa, infatti, è l’unica branca di studio che consente la formazione di personale che sia in gradi di tutelare al meglio i lavoratori.

Modalità di assunzione del medico del lavoro  

La figura professionale in questione potrà, dunque, essere assunta richiedendo le prestazioni di un libero professionista oppure tramite convenzione con una struttura esterna, pubblica o privata che sia. In questo secondo caso, è necessario ricorrere a un ambiente capace di garantire tanto la tutela sanitaria quanto le effettive prestazioni di sicurezza. Tuttavia, si tratta di un’opzione che presenta alcuni inconvenienti, soprattutto per realtà aziendali che siano dislocate su diverse sedi fisiche all’interno della stessa città.

A ciò si aggiunga che, nel caso in cui la convenzione avvenga con una struttura pubblica, i professionisti assegnati alla vigilanza saranno necessariamente diversi rispetto a quelli che opereranno come medico del lavoro: infatti, nel primo caso il Servizio Sanitario Nazionale fa riferimento alla Spsal, nel secondo all’Ispsel

La soluzione più conveniente per qualsiasi tipo di realtà aziendale, dunque, risulta essere quella di relazionarsi direttamente con un libero professionista, sia tramite assunzione che tramite convenzione. Da questo punto di vista, sarà ovviamente necessario individuare un profilo capace di fornire la giusta attenzione tanto alla salute dei dipendenti quanto all’ambiente di lavoro.

Le visite mediche aziendali

Nel corso delle sue visite negli ambienti professionali, il medico del lavoro è tenuto a verificare che ogni dipendente si trovi a svolgere i propri compiti in luoghi e condizioni sostenibili, così da certificarne l’idoneità.

Talvolta, tuttavia, questo stato di idoneità nel corso del tempo può venir meno, nel caso in cui arrivino a variare alcuni parametri che rischiano di andare ad influire direttamente sulla buona salute dei lavoratori. Il modo migliore per scongiurare questo tipo di eventualità consiste nel controllare continuativamente e scrupolosamente il posto di lavoro, in modo tale da riuscire ad individuare in tempo utile tutti quegli elementi che necessitano di una riqualificazione. La cadenza delle visite, a questo proposito, viene stabilita di volta in volta tra il professionista e l’azienda di riferimento.

Controllo dunque, ma anche prevenzione, tramite una sorveglianza sanitaria presente e attiva sia durante i momenti formativi che durante quelli informativi. Il tutto inseguendo sempre e comunque un duplice obiettivo: da una parte, garantire al datore di lavoro ed ai dipendenti le migliori condizioni di sicurezza possibile; dall’altra creare un ambiente in cui il buono stato di salute generale si traduca inprestazioni ottimali. 

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