Coronavirus, cosa dice il nuovo decreto: dalla data del 31 luglio alle multe salate per chi viola i divieti - Magazine

Coronavirus, cosa dice il nuovo decreto: dalla data del 31 luglio alle multe salate per chi viola i divieti

Attualità e tendenze Magazine Mercoledì 25 marzo 2020

© Gianni Franco/Wikipedia

Magazine - Ulteriore giro di vite da parte del Governo Conte per far fronte all'emergenza Coronavirus. Il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato un nuovo decreto legge e introdotto sanzioni ancora più dure per chi viola le norme anti contagio. Tra gli obiettivi del nuovo decreto di martedì 24 marzo, quello di uniformare il quadro normativo su tutto il territorio nazionale. Partiamo dalle nuove sanzioni: più salate le multe, da 400 a 3000 euro, per chi viola le regole anti contagio, con la possibilità per singole Regioni di adottare misure più dure di quelle nazionali se il contagio si acuisce, ma sempre in coordinamento con il governo.

Viene poi punito con il carcere da uno a cinque anni chi esce intenzionalmente di casa pur essendo sottoposto a quarantena perché positivo al Coronavirus, violando il divieto assoluto di lasciare la propria abitazione. Si incorre in un reato contro la salute pubblica, provocando il diffondersi dell'epidemia. Il nuovo decreto snocciola 28 restrizioni e regole, accorpando quelle già adottate: dallo stop agli spostamenti (se non con la nuova autocertificazione) alla chiusura di strade e parchi, negozi cinema e ristoranti.

L'orizzonte temporale è il 31 luglio 2020, perché in quella data è ad ora fissata la possibile fine dell'emergenza, dichiarata a gennaio. Proprio su tale limite di tempo si è generato il panico in poche ore, ma Conte tranquillizza gli italiani: non staranno chiusi in casa fino a luglio. «L'emergenza è stata dichiarata fino al 31 luglio. Non significa che le misure restrittive saranno prorogate fino a quella data», ha detto il Premier: «ci auguriamo prestissimo di allentare la morsa, anzi a superarla e speriamo che prima di quella ipotetica scadenza possiamo tornare alle nostre abitudini o anche a un migliore stile di vita».

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