La cultura non si ferma: archivi e biblioteche si raccontano. Da Roma a Bologna e Firenze - Magazine

La cultura non si ferma: archivi e biblioteche si raccontano. Da Roma a Bologna e Firenze

Incontri Magazine Martedì 24 marzo 2020

Magazine - Cosa succede in archivi e biblioteche ora che sono chiusi al pubblico? Vi siete mai chiesti quali siano le attività ordinarie, oltre le sale di lettura e consultazione, tra chilometri e chilometri di scaffalature ordinate, destinate a documenti e volumi classificati, catalogati e collocati? Quattro importanti istituti del centro Italia – l’Archivio di Stato di Firenze, quello di Bologna e le Biblioteche Nazionali Centrale di Roma e di Firenze - raccontano ‘la vita’ all’interno: i fondi, le collezioni, ma anche il lavoro costante del personale che restaura, redige inventari, prosegue la ricerca e digitalizza per la principale delle loro mission: rendere consultabile e disponibile per lo studio l’immenso patrimonio della conoscenza. Aderiscono alla campagna La cultura non si ferma, promossa dal Ministero per i beni e le attività culturali e del turismo con lo scopo di aggregare e far crescere l’offerta del patrimonio culturale fruibile da casa, attraverso brevi video pubblicati sul canale Youtube del Ministero con l’hashtag #iorestoacasa.

Si viene a sapere che nelle sale silenziose dell’Archivio di Stato di Firenze c’è una scuola, quella in cui si formano gli archivisti professionisti, che il protocollo rimane sempre operativo per garantire i servizi di ricerca e fotoriproduzione, e che, lungo gli 80 chilometri di scaffalature che documentano la storia di Firenze e della Toscana dall’VIII secolo ai nostri giorni, vengono verificati quotidianamente lo stato di conservazione dei documenti e non si interrompono i lavori di inventariazione per produrre nuovi strumenti di ricerca, ampliando il SIAS, il Sistema Informativo degli Archivi di Stato con la descrizione dettagliata dei fondi.

L’Archivio di Stato di Bologna, invece, mostra, passaggio dopo passaggio, Il restauro delle pergamene miniate di cui sono oggetto, ad esempio,  quelle delle monache vallombrosiane, così come il lavoro minuzioso di recupero dei frammenti medioevali dei libri ebraici perduti, cioè di quei manoscritti che finirono come materiale per la rilegatura  dei libri a stampa e che sono testimonianza, tra scritti religiosi e medico scientifici, della storia della comunità ebraica e della stessa città di Bologna. 

La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma è, insieme alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, una delle due biblioteche nazionali del Paese che hanno il compito principale di raccogliere e conservare tutte le pubblicazioni italiane. Il direttore, Andrea De Pasquale, racconta il progetto degli Spazi del Novecento, del quale è nucleo centrale la raccolta di Grazia Deledda: il concetto di letteratura diventa spazio didattico con acquisizione dell’archivio della scrittrice e la ricostruzione, fisica, dei suoi ambienti. In Toscana, invece, si impara a Viaggiare coi libri: molti dei più importanti illustratori, disegnatori e pittori naturalistici del Settecento e dell’Ottocento, pur dichiarando di disegnare dal vero, non si allontanarono dai propri studi ed ebbero esperienza di botanica e zoologia soltanto frequentando i parchi e le collezioni di animali preservati dei ricchi aristocratici inglesi, ma non ne viene meno la produzione di libri che riguardano, tra gli altri, illustrazioni bellissime degli uccelli di tutto il mondo, fondo importante della Biblioteca Palatina Lorense.

In questo periodo in cui biblioteche, archivi, musei, parchi archeologici, teatri, cinema sono chiusi a causa dell’emergenza coronavirus, il Mibact, attraverso un impegno corale di tutti i propri istituti,  mostra così non solo ciò che è abitualmente accessibile al pubblico, ma anche il ‘backstage’ dei beni culturali con le numerose professionalità che si occupano di conservazione, tutela, valorizzazione. Attraverso i sito e i propri profili social facebook, instagram e twitter il Ministero rilancia le numerose iniziative delle istituzioni pubbliche e private che hanno inviato i contributi video  in occasione della maratona solidale L’Italia chiamò. Funge data base complessivo di tutte le attività la pagina La cultura non si ferma.

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