Magazine Mercoledì 5 novembre 2003

Foto di gruppo con signore

Martedì 4 novembre, presso la Sala Porta Soprana della Fondazione Carige, il Circolo Culturale ha dato vita a un incontro che ha visto protagoniste tre scrittrici del calibro di Laura Pariani, Lisa Ginzburg e Pia Pera. È, questo, uno degli appuntamenti culturali che l'associazione ha organizzato per stimolare l'interesse e la curiosità dei genovesi nei confronti della cultura.
A condurre il convegno Benedetta Centovalli, editor e osservatrice culturale tra le più raffinate ed autrice di Patrie impure (Rizzoli), libro che ruota intorno al concetto di "mancanza legale di legalità" nella nostra Italia, come ha ricordato il padrone di casa , presidente de I Buonavoglia.
«Da ricordare l'appuntamento con i Cinque sentimenti alle cinque, la serie di incontri che si svolgeranno al Teatro Politeama Genovese e che vedranno protagonisti attori come Massimo Lopez e Tullio Solenghi», spiega Buonadonna.

Ma martedì, a partire dalle 17.00, si è parlato di donne: «Non è la prima volta che medito sulla scrittura al femminile», esordisce la Centovalli, «e non credo a questo concetto: si può parlare, semmai, di "buona scrittura". Tuttavia è sempre facile riconoscere il tratto femminile rispetto a quello maschile». Poi la Centovalli lascia la parola alle signore sedute al suo fianco. La prima cui viene chiesto di leggere un brano tratto da un suo romanzo è Lisa Ginzburg, nipote di Natalia. La conduttrice dell'incontro osserva di essere stata colpita dalla figura di Anna, una delle protagoniste del primo libro della scrittrice, Desiderava la bufera, «perchè porta in sè il segno della sua tarda giovinezza: Anna appare come un filtro del vissuto della scrittrice».
«Mi riconosco in questo», risponde la Ginzburg, «e sono affezionata ad Anna e al rapporto che ha con il suo corpo. In seguito ad un incidente, la ragazza dovrà riflettere sulla sua fisicità».
È poi la volta della Pariani: «Laura è una scrittrice molto vicina al tema dell'emigrazione e al mondo femminile», prosegue la Centovalli, «Le sue protagoniste sono donne ai margini, cha hanno subito ferite e strappi». E la Pariani vuole dare voce a queste vite spezzate: il suo ultimo libro, L'uovo di Gertrudina, è dedicato alla figura delle suore: «Ho avuto un'educazione cattolica», spiega la Pariani, «e le monache sono solo donne che hanno fatto una strana scelta. Mi interessano, inoltre, i personaggi femminili di cui nessuno parla». Un libro che nasce anche dalle emozioni di un viaggio: «Quello che ho compiuto in Argentina, nei luoghi della mia giovinezza», conclude Laura.

Il libro più noto di Pia Pera è Diario di Lo: è la storia di Lolita vista dal punto di vista della ragazzina. Oggi la Pera presenta L'orto di un perdigiorno: Pia ha infatti rilevato un casale e si è data, con passione, all'orticultura. Il libro parla, appunto, dell'esperienza dell'autrice. «E il coltivare, insieme all'accudire, è tipico femminile», osserva la Centovalli.
«Tornare alla natura è stato, per me, come far avverare un sogno dell'infanzia. Non vedo una distinzione tra uomo e donna in questo. Da bambina desideravo possedere della terra: nel libro ho voluto raccontare questa gioia».
C'è anche tempo per parlare di Lidia Ravera, la grande assente a causa di problemi familiari. «Si tratta di una scrittrice molto attenta al mondo degli adolescenti già a partire dal suo primo romanzo, Porci con le ali», spiega la conduttrice del convegno, e continua: «Il suo prossimo libro, Il freddo dentro, sarà dedicato ai tragici eventi di Novi Ligure: una lettera scritta per Erika e che, attraverso di lei, è rivolta ad un'intera generazione».

Nella foto, da destra, Lisa Ginzburg, Benedetta Centovalli, Laura Pariani e Pia Pera

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