Arrivederci al 2004 - Magazine

Attualità Magazine Mercoledì 5 novembre 2003

Arrivederci al 2004

Magazine - Il grandissimo successo del fa ricredere sulle voci di analfabetismo di ritorno che spesso accompagnano i nostri giovani e la società in generale, per poi non dire di analfabetismo scientifico con le moltissime persone schiave di maghi, maghetti, astrologhi e fattucchiere; ebbene il Festival appena terminato a Genova è stata un'occasione di conoscenza e di divulgazione dell'attualità scientifica di grande utilità. Questo Festival della Scienza è stato, a mio parere, anche un modo per mettere in guardia il nostro credulismo, o almeno quello che comunemente riteniamo "vero" oggi, all'inizio del terzo millennio. Migliaia e migliaia di persone hanno partecipato con entusiasmo a tutti gli eventi in programma; domenica 2 novembre, ad esempio, penultimo giorno in programma, c'è stato un vero assalto a Palazzo Ducale dove, oltre alle iniziative su e "Semplice e Complesso", si tenevano due conferenze.

Una di esse era quella di Enrico Beltrametti, . La conferenza è stata, sotto certi aspetti, anche un modo per rispondere al ruolo della Scienza oggi: quello di accettare di vivere senza certezze con la scoperta della non esistenza di leggi che spieghino quello che succede e succederà in modo matematico. La lezione ha spiegato come il determinismo e la capacità di previsione che prefigurava il caso come un livello di ignoranza, accompagnandoci per tutto il XIX secolo, è stato smontato dall'indeterminismo, che ha trovato nella meccanica quantistica il suo fondamento.
Dopo ciò gli scienziati sono ancora alla ricerca di una legge universale capace di spiegare quello che ci succede intorno e all'affermazione di Einstein "Dio non gioca a dadi" ci troviamo punto e a capo a cercare quella regola aurea che organizzi e spieghi la materia. Così, alla fine, il mistero avvolge ancora i nostri orizzonti; dunque l'aspirazione di poter governare quello che ci circonda rimane un desiderio e quell'illuministico paradiso della ragione perduto, come ha concluso Beltrametti, si può ritenere anche un inferno mancato: sarebbe ben triste la vita se sapessimo quello che ci succede in anticipo, compresa la nostra morte. Bel finale per un breve excursus sulla scienza e i suoi obiettivi: un lungo cammino di contraddizioni e di scoperte che, nel tempo, svelano sempre qualcosa d'altro.

Sarà per questo che continuiamo ad interrogarci su omeopatia, agopuntura, New Age, astrologia, razzismo pur sapendo che le risposte scientifiche ci sono e quantunque si continui a credere in maghi, fattucchiere, guru e impostori. Ad esempio, conoscendo che noi uomini abbiamo un DNA al 99,4% uguale alla scimmia, ci permettiamo di continuare ad essere razzisti.
Allora arrivederci a Genova nel 2004 con la Scienza, che si ripresenterà ad illustrarci, con il Festival, tutto il suo sapere fin qui raggiunto.


boratto.blogspot.com

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