Coronavirus e posta, niente firme per evitare il contagio: come funziona con multe e raccomandate - Magazine

Coronavirus e posta, niente firme per evitare il contagio: come funziona con multe e raccomandate

Attualità Magazine Mercoledì 11 marzo 2020

© Piergiuliano Chesi/Wikipedia

Magazine - Limitare al minimo i contatti, sempre e comunque ad almeno un metro di distanza dall'altra persona. È quanto ribadisce l'ultimo decreto legislativo nazionale in tema Coronavirus, che vede l'Italia come zona protetta. E in questo senso, anche Poste Italiane prende le dovute distanze. Se vi capita di ricevere una multa, una cartella esattoriale o una raccomandata con ricevuta di ritorno, scoprirete che d’ora in poi, fino a nuovo ordine, il postino non farà più firmare gli avvisi di ricevimento per evitare il contatto fra persone.

Funziona così: il portalettere citofona al destinatario verificandone l’identità. Gli chiede poi se è disposto a ricevere l’oggetto a firma e, in caso di accettazione, sigla per conto del ricevente apponendo sul pad il codice Dpcm 4 marzo 2020. In caso di rifiuto, il cittadino deve recarsi presso gli uffici postali a ritirare il plico a lui destinato. Con le medesime disposizioni  è invece sospesa la consegna degli atti giudiziari, delle cartelle Equitalia e gli oggetti in contrassegno.

La novità, introdotta in seguito alle disposizioni del Governo, ha il doppio scopo di tutelare i portalettere che facilmente potrebbero entrare in contatto con persone in quarantena e dall'altra parte non fermare la consegna della corrispondenza catalogata come raccomandata.

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