Cultura Magazine Venerdì 31 ottobre 2003

Comunicare con l'aldilà

Magazine - Ancora una sala gremita, l’aula polivalente di San Salvatore, ieri, mercoledì 29 ottobre, questa volta in occasione della conferenza di Silvano Fuso, docente di chimica e segretario del CICAP - Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale – della Liguria e Luigi Garlaschelli, chimico, ricercatore all’Università di Pavia e responsabile delle indagini del CICAP. I due studiosi hanno fatto il punto della situazione sul tema Comunicare con l’aldilà e altri miracoli, ovvero esposto, il primo, i risultati delle indagini che la comunità scientifica svolge ormai da più di 120 anni sui presunti fenomeni medianici e, l’altro, Luigi Garlaschelli, i risultati delle verifiche su alcuni fenomeni fisici ritenuti straordinari, come la liquefazione miracolosa del sangue di alcuni santi (San Gennaro, San Lorenzo e San Pantaleone), le statue che piangono o bevono e le ostie che sanguinano.

Date le premesse secondo cui gli esseri umani vorrebbero sopravvivere alla morte, desiderano ricongiungersi con i propri cari defunti e, quindi, comunicare con l’aldilà, Silvano Fuso e Luigi Garlaschelli hanno precisato che la scienza non si occupa dell’aldilà né di metafisica, si propone bensì di osservare e studiare i fenomeni empirici che si presumono prodotti in circostanze paranormali o miracolose per accertarne l’origine e l’eventuale riproducibilità.
Silvano Fuso ha delineato una breve storia dello spiritismo (nato a metà del XIX secolo in America), una corrente di pratiche paranormali che si propone di entrare in comunicazione pratica con i trapassati, sottolineando come la scienza ha tutto l’interesse a seguire questi fenomeni. Osservare il lavoro dei cosiddetti medium (individui che sostengono di poter fare da tramite), nell’eventualità che un fenomeno sia verificabile empiricamente e quindi, date certe condizioni, riproducibile in laboratorio, è un campo scientifico degno della massima attenzione. Fino ad oggi, tuttavia, le verifiche hanno solo portato a smascherare trucchi e impostori o tutt’al più a evidenziare le cosiddette “azioni ideomotorie”, involontari movimenti muscolari che permettono di produrre segni, scritture o movimenti di oggetti. Altro discorso va fatto per la “psicofonia”, una pratica per registrare presunte voci dell’aldilà. Dopo alcune ricerche, si è giunti alla conclusione che si tratta in molti casi di registrazioni fatte in buona fede, ma di rumori dell’ambiente o di segnali elettromagnetici, captati da apparecchi non sufficientemente schermati, a cui si aggiunge un forte desiderio di credere che fa si che anche il suono più astruso acquisti un significato. L’indagine sui fenomeni medianici, cominciata negli anni ’20 (dalla rivista Scientific American), ha coinvolto importanti scienziati, ma anche illusionisti professionisti del calibro di Harry Houdini, che hanno prestato la loro arte per mettere alla prova le affermazioni e gli strumenti dei medium.

Luigi Garlaschelli ha invece dedicato il suo intervento ai fenomeni miracolosi, cioè a quelle manifestazioni che, su intervento della divinità, si presentano una tantum e che sono quindi più difficili da verificare. Garlaschelli ha esordito escludendo i fenomeni di guarigione di Lourdes, di cui il CICAP non si è mai occupato, e che sono in calando, l’ultima remissione spontanea di malattia inguaribile risale a vent’anni fa.
Garlaschelli ha illustrato le ricerche e i risultati ottenuti, là dove gli è stato permesso di intervenire, rispetto ad alcuni fenomeni fisici ritenuti straordinari e che hanno in comune la liquefazione di sostanze come il sangue di alcuni santi: San Gennaro, San Lorenzo e San Pantaleone. In tutti questi casi ci sono dei reliquiari che contengono un liquido in grado di passare dallo stato solido a quello liquido in particolari circostanze o date del calendario. Nel caso del Sangue di San Gennaro si è riusciti a evidenziare la forte somiglianza con una sostanza reperibile in natura (esiste come minerale sui vulcani attivi), già trecento anni fa, che si chiama “sostanza tixotropica” la quale, se sottoposta a urto, diventa liquida, se lasciata ferma torna ad uno stato solido. Le sostanze tixotropiche si possono ottenere anche in laboratorio con una procedura che non richiede particolari tecniche moderne: "si scioglie del cloruro ferrico in acqua, si aggiunge del carbonato di calcio, (polvere di marmo o gusci d’uovo), e si ottiene l’idrossido di ferro. Purificato, con passaggio su pergamena, corrisponde per colore e caratteristiche alla sostanza del reliquiario di San Gennaro". In altri casi è il controllo delle temperature dei liquidi a dimostrare un comportamento non anomalo, ma corrispondente a reazioni normali verso il caldo o il freddo. Garlaschelli ha spiegato anche i fenomeni delle statue che piangono o bevono e delle ostie che sanguinano, per concludere dicendo che ad oggi non è stata trovata alcuna prova scientifica che verifichi i miracoli.

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