Segway tra natura e scienza - Magazine

Segway tra natura e scienza

Itinerari e visite Magazine Giovedì 30 ottobre 2003

Magazine - Ieri, con l'occasione del , ho avuto l'occasione di provare il Segway, monopattino super intelligente capace di farci muovere sfruttando le nostre "inclinazioni" fisiche e mentali: questa macchina è un concentrato di scienza applicata, una specie di diavoleria tecnologica che, in silenzio, elabora i comandi del cervello e del corpo.
Chissà se nel nostro futuro prossimo venturo non ci siano queste ruote al posto dei piedi…ricordo che qualche anno fa una domanda su che cosa servissero i piedi faceva rispondere ad un bambino: «Il piede sinistro per schiacciare la frizione e frenare, quello destro per accelerare». Pochi giorni fa però si è saputo che, per un difetto del software (il programma interno), c'è chi ha sbattuto la testa per terra: in concomitanza dello scarico delle batterie elettriche il monopattino impazziva.

Un po' la necessità di verificarne l'affidabilità e un po’ il prezzo (4700 euro), il Segway dovrà attendere: forse i nostri piedi continueranno a non avere sostituti; però provando l'invenzione, dell'americano Dean Kamen, per un momento ho provato il brivido di un pezzo di futuro oggi, al Festival della Scienza.
Sempre ieri, poi, ho assistito alla conferenza di Giulio Manuzio, ordinario di fisica applicata dell'università genovese, sulla matematica nel mondo della natura. Un'ora circa di conversazione per arrivare a rispondere ad una domanda: l'ippogrifo o Dumbo, il cavallo e l'elefantino volanti, sono possibili creature della natura? Beh, forse tutti avremmo risposto no senza essere scienziati, ma certo il perché della risposta con le argomentazioni delle leggi matematiche e fisiche non saremmo stati in grado di darlo.

Ci si è chiesto anche perché la natura non ha prodotto un animale più grande dell'elefante. «Semplice», ci ha spiegato il professor Manuzio, «perché non ci sarebbero zampe possibili a sostenerlo e insieme a muoverlo». E noi, mi sono domandato, potremmo avere allora delle ruote al posto dei piedi? Mi è dispiaciuto non averglielo chiesto, chissà se la ruota incorporata negli animali, che finora non esiste, sarà possibile dopo l'uomo. D'altronde, tutto ruota e l'invenzione della ruota ha portato un grande avanzamento tecnologico; la natura che ci ha fornito di molte forme sferiche (vedi i pianeti) domani ci darà senz'altro qualche rotella al posto giusto.


boratto.blogspot.com

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