Nicola Arigliano: uno dei volti del Digestivo Antonetto - Magazine

Nicola Arigliano: uno dei volti del Digestivo Antonetto

Attualità Magazine Lunedì 24 febbraio 2020

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Magazine - Il Digestivo Antonetto è tra i più famosi prodotti farmaceutici ed è passato alla storia non solo per la sua comprovata efficacia contro il reflusso gastroesofageo e l’acidità di stomaco ma anche per l’incredibile campagna di marketing messa in atto, in particolare, durante la seconda generazione di imprenditori dell’azienda di famiglia: la Marco Antonetto Farmaceutici, fondata ben oltre cento anni fa (nel 1913). Essa, infatti, visse, nel clima generale di rinascita del dopoguerra, un periodo di grande crescita sotto la direzione del giovane Carlo Antonetto, importante industriale e manager visionario, che rivolse la propria attenzione sui farmaci di automedicazione, tra cui, appunto, il Digestivo Antonetto del quale viene considerato il papà. Ed è proprioa partire dagli anni ’60 (proseguendo su questa linea anche negli anni ‘70 e ’80) che il Digestivo Antonetto acquista sempre maggiore notorietà entrando nel piccolo schermo tramite una serie di spot pubblicitari mandati in onda durante il Carosello.

Tra i vari personaggi di questi sketch spicca senz’altro Nicola Arigliano, famoso cantante e attore italiano. Egli fu testimonial pubblicitario anche per altri marchi, come i liquori Amaro Cora e Punt e Mess, ma quellocon cui si identificò più a lungo rimase il Digestivo Antonetto per il quale, da protagonista indiscusso, recitò e cantò in varie scenette divertenti di due minuti circa. Una delle vesti più amate dal pubblico, tra le tante che indossò, fu sicuramente quella del gradasso che si vantava con gli amici di strabilianti imprese, e sulle quali imbastiva temerarie scommesse (regolarmente perdute). Come quando, camminando per la strada, tutto il gruppo si imbatté in un posteggiatore che viene definito in gamba da uno di loro. Il personaggio di Arigliano non resistette ed esordì affermando: «Se la cava, ma manca d’occhio. Se mi metto io a un posteggio in due ore guadagno 10 mila lire». Basta qualche sbeffeggio per aggiungere «io non discuto, scommetto! Scommettiamo una cena?». Tutti d’accordo. Ed ecco che il fanfarone si rivelerà un vero disastro, provocando incidenti e rischiando persino qualche percossa. 

O come quando doveva trovare un padrone a un costoso cane di razza e gli amici gli consigliano di rivolgersi a un famoso scrittore che ne cercava uno, ma con prudenza poiché si trattava di un tipo molto irascibile. Così il personaggio di Arigliano subito tuona: «Storie! Vado a prendere il cane. Appena lo vedrà mi butterà le braccia al collo!». E via con la scommessa, anche stavolta persa miseramente. O, ancora, quando si improvvisò un barman professionista chiudendosi in uno stanzino per non rivelare la formula segreta del suo cocktail. Peccato che finì per far esplodere tutto. Dunque, scommessa fallita, di nuovo.Ecco allora che, puntualmente, tutti insieme si ritrovano in un ristorante, appesantiti a fine banchetto. La soluzione però è a portata di mano: subito pronto il Digestivo Antonetto sia per digerire che per alleviare i bruciori dovuti al nervosismo per il pagamento del protagonista di prezzi così alti tutto da solo.

Ma Nicola Arigliano non ha ricoperto solo la parte dello scommettitore sbruffone. Talvolta è stato anche un pretendente sfortunato poiché non venne aiutato davvero dall’oroscopo nella conquista della mano della sua amata dai cui genitori fu rifiutato a causa del suo mestiere: un semplice cantante. Fortuna che a cena basta essere «sotto il segno del Digestivo Antonetto» affinché fili tutto liscio! Insomma, qualunque fosse il ruolo assegnato all’Arigliano, alla fine si arrivava sempre a sottolineare i benefici offerti dal farmaco. Viene evidenziata, infatti, oltre alla rapidità di risoluzione del problema bruciore, anche la sua comodità: «Bastano una o due pastiglie da far sciogliere direttamente in bocca e si può prendere anche in tram». Sicuramente le pubblicità del Digestivo Antonetto sono un’icona della comunicazione italiana il cui successo è legato a diversi fattori:

  • l’immagine unica e sorridente creata da Armando Testa nel 1960
  • l’utilizzo della comicità, che fa rimanere volentieri attaccato allo schermo il pubblico in quanto provoca il riso in una situazione fortuita, quotidiana
  • la varietà delle scene che finendo però tutte più o meno allo stesso modo creano un alone di familiarità
  • l’inserimento talvolta delle canzoni interpretate, insieme alle parti recitate, con estrema freschezza da parte di Nicola Arigliano

Tutto ciò ha reso possibile far entrare un semplice prodotto farmaceutico nell’immaginario collettivo con una pubblicità di una forza tale da esser stata rilanciata persino nel maggio 2018, in versione ridotta (prima 20’’ e poi 15’’), dall’agenzia Green Marketing. Per quanto si sia cercato di richiamare all’interno dell’attuale e mondano ambiente milanese un’atmosfera passata – mediante l’inserimento del jukebox e l’adattamento di due canzoni dell’epoca – si percepisce chiaramente lo stile totalmente diverso (basato sulla rapidità e le frasi a effetto). È un peccato che Nicola Arigliano non abbia potuto parteciparvi, essendo scomparso il 30 marzo 2010 alla veneranda età di 87 anni. Di certo però non ci si dimenticherà ancora per molto tempo dei classici spot di Digestivo Antonello resi unici anche grazie a lui.