Pepimorgia racconta Circo Faber - Magazine

Teatro Magazine Martedì 21 ottobre 2003

Pepimorgia racconta Circo Faber

direzione artistica pepimorgia
regia e drammaturgia Emiliano Galigani
direttore musicale Marco Pacini
scenografa Emilia Rosi
costumista Sandra Cianci

Lo spettacolo sarà presentato Sabato 25 ottobre 2003, alle ore 11.30, in una conferenza stampa all’Ariston Roof, a Sanremo (Imperia), all’interno della manifestazione “Premio Tenco”, in corso nella città ligure dal 23 al 25 ottobre, sul tema “L’anima dei poeti. Quando la letteratura incontra la canzone”. Sara presente, insieme al direttore artistico e amico storico di Faber pepimorgia (light & show designer), che rappresenta anche la "Fondazione Fabrizio De André", la compagnia Metropolis e Andrea Tagliasacchi, presidente della Provincia di Lucca, ente che sostiene il progetto. La prima sarà allestita a Viareggio (Lucca) il 12 novembre prossimo, poi lo spettacolo toccherà altre città d’Italia e, nel 2004, arriverà forse anche in Liguria.
All’interno di un vecchio e cadente tendone da circo che sta per essere smontato un’anziana signora e il giovane addetto alla smantellamento della struttura si incontrano. L’anziana racconta vecchie storie di circo e dalle sue parole prendono vita i personaggi del Circo Faber, sgangherato e traballante gruppo di circensi.


Abbiamo bloccato pepimorgia tra un treno e un aereo per farci raccontare com'è nato il progetto di questo nuovo spettacolo.

È vero che questo spettacolo incarna uno dei sogni non realizzati di De André?
Era una chiacchierata informale, che non è mai diventato un vero e proprio progetto. L’idea di cui parlavamo spesso consisteva in un concerto con l’intervento di artisti circensi sotto un tendone da circo. Per completare il tutto, a Fabrizio piaceva molto l’ipotesi di andarsene in tournée su una roulotte. Comunque una versione di questo sogno l’abbiamo realizzata con una tournée musicale in cui ci accompagnavano dei mimi.
Come è nato Circo Faber
È stata un’iniziativa partita dalla compagnia teatrale Metropolis, di Lucca, che la Fondazione ha ovviamente subito sposato. È una compagnia giovane, ma professionalmente molto seria. Regista e direttore della musica sono entrambi classe ’73. Il mio ruolo è un po’ quello di papà, a livello organizzativo do una mano per i contatti e per il casting, poi ovviamente sarò presente alle prove e curerò il progetto delle luci.
Che tipo di spettacolo è?
Ci terrei, prima di tutto, a sottolineare cosa non è Circo Faber. Non è un musical su De André. È una commistione di generi, sul filone del teatro-circo. Le musiche eseguite dal vivo faranno da sottofondo e da sottolineatura ad alcune parti del testo. La storia mette in luce il mondo dei circensi, che è poi molto simile al mondo degli emarginati e di chi vive ai margini della società che raccontava Fabrizio nelle sue canzoni.
Come sono andati i provini, ci sono circensi nel cast e a che punto sono i preparativi?
Ci sono attori con capacità da giocolieri e giocolieri con capacità attoriali. Abbiamo selezionato circa venti persone su 350 e la produzione in totale coinvolge sessanta persone. Siamo a buon punto abbiamo già cominciato le prove e debutteremo a Viareggio il 12 novembre. Abbiamo un tendone da circo e quindi ci posizioneremo nei posteggi normalmente dedicati. Un palco circolare proprio come una pista. Ogni settimana faremo sei spettacoli serali e le mattiné per le scuole. La prima parte della tournée sarà in Toscana e permetterà allo spettacolo di rodare fino a Natale. Poi stiamo lavorando per il lancio nelle grandi città.
Come vedi questa compagnia di giovani
Molto bene. C’hanno un grande entusiasmo, che a noi vecchi rockeri ormai è venuto a mancare dopo anni sdi aeroporti e autogrill. Ci credono molto e si prendono molto sul serio. Per questo io, ogni tanto, faccio lo spiritoso, il pagliaccio com’era nello spirito di De André per portare avanti il suo modo di essere e di lavorare.
Una cosa che dico sempre è che non abbiamo animali in questo circo, a parte gli attori.

Info www.circofaber.it

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