Magazine Martedì 14 ottobre 2003

A chi è solo non resta che l'Invasione

Magazine - Ci sono ancora dei luoghi dove potersi incontrare? Ci sono ancora libri che non chiaccherano ma che parlano, dicono, prendono posizione seppur sgradita e scomoda, seppur forte e di parte?
Moresco se lo chiede e in qualche modo lo urla.
Il faut plonger les mains dans la merde diceva Sartre. Lo scrittore non deve essere isolato, ma deve mettere in tensione il pensiero nella realtà, perché il tempo non si ferma e il tempo di chi scrive non è un tempo isolato. È il tempo dell’ora, è un tempo di urlo, di bisogno continuo di scambio, di confronto e di scontro.

Riunisce così, in questo libro, L'invasione, dialoghi e conversazioni tenute con amici, discorsi preparati in occasione di convegni, gusti, preferenze, aneddoti. Visioni. Sguardi sulla realtà e domande. Domande critiche e dialettiche su quello che accade. Su quello che ci sta accadendo: un’omologazione del sentire e una mancanza d’interrogazione.

Moresco non è un autore semplice, sembra non siano in molti a recensirlo. Il suo percorso non è stato facile, ha sfondato muri, e una volta sfondati, altri se n’è trovati di fronte. Ha scritto libri come Lettere a nessuno, un viaggio nel mondo dei No delle case editrici: lettere a tutti coloro che non ascoltavano la sua voce, lettere che erano allo stesso tempo denunce di favoreggiamenti e di conoscenze. In vista di cosa? Della pubblicazione.

Ha scritto opere “irregolari” e “contaminate”, opere dolorose che urtano, come i Canti del Caos dove la materia profondamente pornografica è ancora una volta un urlo, uno squarcio. Un Leopardi attuale, isolato malgré luì ma che ne L’invasione ci mette davanti a una domanda fondamentale: di cosa è fatto il nostro pensiero e, soprattutto, di cosa è fatto il pensiero degli scrittori che dovrebbero parlarci, come diceva Rimbaud, di veggenti che devono vedere più lontano degli altri?

Bisogna riprenderci la parola, ma non la parola con la P maiuscola, dobbiamo ricercare i libri, ma non i libri con la L maiuscola, perché “ogni libro è o può essere diverso da un altro, ogni parola è o può essere diversa da un'altra. E così ogni cosa, ogni respiro, ogni verso, fino alla fine dei tempi”.
Perché l’esperienza si fa mentre si sta costruendo e allora sì che il pensiero sarà un pensiero pieno, fisico, impastato di gioia e di dolore.

“Disperazione e delicatezza anche nella rabbia” questa potrebbe essere la definizione, sempre che definizione non chiuda ma apra, per Moresco, uno scrittore che Carla Benedetti ha definito con “uno sguardo da clandestino sul mondo contemporaneo, come se provenisse da una fessura scavata a fatica sotto le macerie della postmodernita”.

Un vulcano, “che non lascia intatto il pubblico”, ma che lo invade. “Operare sfondamenti” aprire spazi, questo quello che Moresco grida agli scrittori.

La rete allarga gli affetti.

Il libro di Moresco mi dà l’occasione per parlarvi della condivisione della parola, di questo momento, che è ora e non poteva essere prima, ma che è sicuramente diverso da come sarebbe stato tra vent’anni. Ora è l’urgenza, di dirsi, di raccontarsi, di incontrarsi, in una community.
Internet, la rete, www.mentelocale.it e tutto quello che permette un confronto ci fanno ritrovare, ci fanno uscire dall’isolamento delle nostre pareti, dal freddo delle pareti della nostra mente per comunicare, per comunicare come mai era accaduto prima. A me è accaduto. Ho ritrovato sguardi e persone che credevo lontane ma anche loro stavano lanciando il loro urlo.
“Bisogna contrarsi al massimo per potersi espandere” dice Moresco ne L’invasione e io sento che è questo il momento per maturare da una “separatezza del silenzio” a una condivisione quasi eucaristica della parola.

Siamo tutti estranei molto intimi, condividiamo intimità profonde, quelle del desiderio.
Ci cerchiamo, da distante, da vicini seppur distanti.
Ho ritrovato compagne di università, persone con età completamente diverse, e ognuno ha portato altri compagni di strada. In questo tempo liberato, in questa terra di nessuno, la nuova terra sta diventando di tutti.
Cosa sta succedendo a voi? Non sentite anche voi il cuore in subbuglio? Mani che guardano, occhi nuovi che toccano?
Lo diceva anche Paolo Conte “mi sento fradicio di magia”.
Raccontatemela anche voi, la vostra magia. Compagni di strada, accompagniamoci per un pezzo.

di Stefano Baschiera

Potrebbe interessarti anche: , Il Natale del commissario Maugeri, l'ultimo libro di Fulvio Capezzuoli. La recensione , Bonelli: Dylan Dog e Martin Mystere nell'Abisso del male , A mali estremi: nuovo caso per la colf e l'ispettore di Valeria Corciolani , Peccato mortale di Carlo Lucarelli: un altro intrigo da risolvere per il commissario De Luca , Le Quattro donne di Istanbul: un romanzo suggestivo e commovente di Aişe Kulin

Oggi al cinema

Muscle Shoals Dove nascono le leggende Di Greg Camalier Documentario U.S.A., 2013 Situato lungo il fiume Tennessee in Alabama, Muscle Shoals è l’improbabile terreno fertile per alcune dei più creativi e provocatori generi musicali americani. Sotto l'influenza spirituale del "fiume che canta", come lo chiamavano... Guarda la scheda del film