Fuori Tempo, atto primo - Magazine

Attualità Magazine Venerdì 10 ottobre 2003

Fuori Tempo, atto primo

Magazine - Dopo il teatro, dopo – l’anno scorso – la letteratura e la poesia, quest’anno la Fondazione Cassa di Risparmio di Genova e Imperia affronta la musica, confezionando per Genova un percorso di ascolti, dibattiti e testimonianze d’assoluto rilievo.
Venerdì pomeriggio, l’inaugurazione del ciclo con un convegno dal titolo “Diverso sentire: comporre, dirigere, interpretare: percorsi musicali a confronto”, nello spazio ritrovato del Palazzo della Borsa (magnifico contenitore trasudante decorazioni di Coppedè, che Camera di Commercio e Fondazione Cassa di Risparmio stanno reinventando come ulteriore polo culturale della città).
Sullo sfondo di un pannello che, significativamente, affiancava la notazione gregoriana, un passo schubertiano ed una partitura di Stockhausen, si sono confrontati grandi protagonisti della musica italiana: loquacemente coordinati da Armando Torno, hanno partecipato al dibattito il direttore d’orchestra Roberto Abbado (in questi giorni a Torino sul podio del “Simon Boccanegra”, l’opera del doge corsaro genovese), il compositore Salvatore Sciarrino, una delle voci più creative della contemporaneità, ideatore di una tipologia di clima sonoro “primordiale” di assoluto incanto. E ancora, gli interpreti Monica Bacelli, mezzosoprano particolarmente apprezzato per i suoi ruoli mozartiani, e l’eccentrico, pirotecnico violinista Ivry Gitlis.
In apertura, il saluto del presidente della Cassa di Risparmio Vincenzo Lorenzelli, che ha tracciato la genesi della manifestazione ed ha sottolineato la volontà non tanto di celebrare la cultura quanto di offrire stimoli di riflessione e sensibilizzare in particolare l’universo giovanile (fra le iniziative nell’ambito di “Fuori tempo”, la realizzazione di un cd musicale distribuito gratuitamente a diecimila studenti liguri). Poi, la voce affettuosamente “scavante” di Massimo Mesciulam, che ha interpretato il tema secondo i versi di Shakespeare e di Quasimodo.
Dai musicisti, una serie di riflessioni che tracciano un quadro assai poco ottimistico della musica in Italia: Abbado ha segnalato la scarsità di interesse nei confronti delle novità compositive, la mancanza di una rete editoriale e discografica che supporti i talenti nascenti… Un paese, il nostro, dove la musica colta, soprattutto quella del ‘900, è «circoscritta ed emarginata». Anche Sciarrino è della stessa idea, e punta il dito contro la scuola italiana, che non ha saputo compensare attraverso l’istruzione la carenza culturale delle famiglie. «Qui la musica fa paura», ha segnalato con amarezza il compositore siciliano, ricordando come le istituzioni dovrebbero sostenere finanziariamente le nuove leve artistiche e creative, in quanto è contraddittorio «pretendere che ciò che ancora non è conosciuto sia già produttivo».
Un elogio dell’immaginazione, un monito ad ascoltare “i bambini ed i bambini che sono dentro di noi”, è giunto dal violinista Gitlis, mentre il sottosegretario al Ministero dei Beni Culturali Nicola Bono ha drasticamente riportato l’uditorio alla realtà politica a cui soggiace l’arte in Italia, con un colorito intervento dove, in sostanza, ha ammesso il ritardo dell’amministrazione sulle tematiche del dibattito.

Giorgio De Martino

Nella foto, da sinistra: Ivry Gitlis (violinista), Monica Bacelli (mezzosoprano), Armando Torno (coordinatore), Salvatore Sciarrino (compositore) e Roberto Abbado.

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