Magazine Giovedì 9 ottobre 2003

Sandro: il mio Che

La figura di Sandro Pertini che è emersa dall’incontro al caffè Mangini durante la presentazione del libro di Mario Oppedisano Il mio presidente, è quella di un uomo trasparente, onesto, coerente, forse un po’ dimenticato.
Nelle parole di tutti coloro che sono intervenuti - Don Andrea Gallo, Alessandro Repetto, Mauro Cavelli – trasuda una nostalgia per un modo lontano di fare politica, di un rapporto particolare con le persone. “Pertini è stato l’unico presidente veramente amato dagli italiani. - ricorda Don Gallo - Pensateci, quale altro politico è mai stato chiamato per nome dalla gente? Lui per tutti era il Presidente Sandro”.

Questo testo edito dalla piccola e coraggiosa Caroggio Editore di Arenzano, rappresenta una delle rare documentazioni su Pertini edite in Liguria. Lacuna, questa, che il presidente della Provincia Alessandro Repetto intende colmare il più presto possibile: “La Provincia ha un rapporto antico con Pertini fin dall’inaugurazione della targa del trentennale della resistenza al Palazzo della Giustizia. Nel 2004 intendiamo onorare al meglio la figura del Pertini-uomo organizzando, il 24 febbraio, un convegno e la proiezione di materiali video a lui dedicati”.

Il mio presidente è una sorta di diario, ed ha inizio con l’incontro tra un ragazzo di diciassette anni e il vecchio partigiano. Tutto il libro è il resoconto delle vicende di un grande uomo politico, raccontate passo dopo passo dal punto di vista dell’autore, dal suo angolo di pertinenza, da quel “mio” che capeggia nel titolo. "Tutto ha avuto inizio quando ho visto per la prima volta Pertini - racconta l’autore – era il 1976 e lui teneva un comizio in piazza Baracca a Sestri. Io ero incuriosito da quest’uomo di cui mio nonno mi parlava tanto. Andai al comizio, lo seguii affascinato e alla fine mi avvicinai in qualche modo a lui e gli dissi «Piacere signor Presidente», e lui con fare perentorio disse: «Belinun, dammi del tu, io sono il compagno Sandro, ma quale presidente e presidente!»”.

Oppedisano fin dalle prime pagine fa trasparire l’elemento emotivo che lo ha legato a questa figura carismatica, e non tradisce mai nè la parzialità del suo resoconto e nemmeno il fatto di raccontare di Pertini per parlare anche un po’ di sé stesso. Il Presidente appare in tutta la sua umanità: il suo lato burbero e combattivo; il suo rapporto con i giovani eredi designati della Lotta di Resistenza per difendere la libertà conquistata con molti sacrifici da quelli della sua generazione.
Il libro prosegue sino ai giorni nostri, alla fondazione nel 1990, anno della morte, del Circolo Culturale Sandro Pertini di cui Oppedisano è il presidente. Centro questo che si è distinto nelle attività umanitarie e per le operazioni di solidarietà svolte in questi anni. Tendendo verso un'idea di pace rappresentata dal disegno di un bambino che si ritrova nelle prime pagine del libro.
Il mio presidente inizierà un tour di presentazioni che lo vedrà impegnato a Roma, nell’aula del Senato e un ritorno a Genova il 13 Novembre alla .
di Stefano Baschiera

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