Magazine Martedì 30 settembre 2003

Posta del cuore

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Avevo costruito un mondo tutto mio, la mia casa, i miei amici, le persone a cui tengo con cui passo il mio tempo libero, la palestra, la politica... Una vita diversa da quella che avevo vissuto in casa con mia madre, una vita migliore. Con l'arrivo del nuovo anno, arrivò anche un nuovo lavoro, colleghi meravigliosi, un bell'ambiente e LUI. Lui che per mesi interi mi proponeva cene, weekend, occasioni per stare insieme e conoscersi e che alla fine dopo una serie di rifiuti accettai. Una cena, splendido, tutto fu perfetto, il ristorante, il vino e lui...
Cominciammo a vederci sempre più spesso, a passare notti intere a parlare, a stare insieme. L'atmosfera era sempre travolgente, le candele, la musica, la passione che ci univa e le parole che ascoltavo incredula fossero per me. Accadde tutto talmente in fretta da non rendermi conto quanto col passare del tempo diventasse importante, non mi interessava niente del resto, del fatto che fosse fidanzato, dei weekend che non potevamo passare insieme, delle ferie da sola, dei suoi amici delle sue amiche, ma solo dei momenti che erano solo nostri.
Ora tutto è svanito, per lasciare posto all'indifferenza del suo sguardo dei suoi gesti, senza un motivo, in particolare, tutto è calato nel silenzio senza una spiegazione.
Cala il sipario sul palco di uno spettacolo di ricordi, di parole piene d'amore, di notti indimenticabili che ora diventano nostalgia.

S.

Cara S.,
pubblico il tuo messaggio perché ho la sensazione che sia diretto a qualcuno. Non fai domande e hai già le risposte che non cerchi. Perché dà fastidio a tutti rendersi conto di essere stati un’avventura, quando si credeva di essere l’amore. Ma tu che fai politica, quindi cerchi di ragionare sulle cose –‘cetto quando perdi la testa, per fortuna, ogni tanto- prova a rovesciare semplicemente, anche un po’ meccanicamente un modo di pensare molto vecchio e altrettanto maschilista. Non sentirti usata, almeno non nel modo in cui avrebbe potuto sentirsi tua nonna, per esempio. Da quando la verginità non è più un valore da difendere a ogni costo e il sesso non è più libera scelta solo per gli uomini, le donne non vengono più usate. Non in questo senso almeno. Quindi ammetti con te stessa che –strumentalizzata o meno- hai vissuto un bel periodo e ricordalo così. Se invece è d’amore che soffri, non posso aiutarti, posso solo risparmiarti i luoghi comuni sul tempo –che tuttavia…- Se, infine, soffri d’orgoglio ferito, smettila. Questo è il vero peccato mortale dei nostri tempi, insieme al senso infantile di onnipotenza. L’orgoglio mascherato da sofferenza fa soltanto perdere un sacco di tempo ed è un sentimento completamente negativo: non porta nulla di buono, non fa crescere, anzi fa regredire ed è il migliore amico della paura di vivere e di crescere.
Spero che non sia il tuo caso, cara S. e dal poco che hai scritto di te so che sopravviverai con fierezza (non orgoglio…).



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di Antonella Viale

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