Magazine Lunedì 6 ottobre 2003

È una vita che ti aspetto

Magazine - Da quando è apparso vestito da Iena alla destra di Simona Ventura, Fabio Volo si è dimostrato uno dei più versatili uomini di spettacolo del nostro paese.
Da cinque anni è una delle voci di Radio Deejay, è stato attore, anchor man alla David Letterman su e su La Sette.
Fabio Volo torna, in seconda serata su Italia uno, con uno spettacolo dal titolo stravagante: Smetto quando voglio.

La sua biografia dice che ha passato da poco i trent’anni, il suo curriculum, però, lo rende uno degli artisti più trasversali sulla scena. Sembra che, in un mondo in continua trasformazione, lui sappia incarnare al meglio il pensiero di flessibilità: cambiare sempre e provare, sempre.
La scorsa estate il suo nome non appariva su rotocalchi o tra gli invitati a feste di mondanità estiva ma era, ripetuto ed impilato, tra calibri come Camilleri, Benni, King, e Faletti a fare bella mostra di sè nelle librerie del Bel Paese.

È una vita che ti aspetto, il suo secondo lavoro in cellulosa, «parla di Francesco che non era felice e invece poi sì. Finito». È un libro generazionale che, pur non avendo la presunzione di considerarsi il Siddharta, parla di un ragazzo dei nostri anni, un trentenne sospeso tra essere ed apparire che affronta un viaggio per incontrare la persona che ha più vicino e che meno conosce, se stesso.
Francesco ha un lavoro ben retribuito, una casa arredata Ikea con un frigorifero blu, una bella macchina, un amico e un invidiabile successo con le ragazze. Ha tanto ma è solo, ha paura della persona che è al punto di non sapere neppure chi sia in realtà.

Il libro si lascia leggere e ben rappresenta l’autore, un membro della generazione di Friends alla continua ricerca di qualcosa che non è necessariamente il successo.
Volo è un personaggio ambiguo, anomalo per il panorama artistico attuale; uno sperimentatore.
Il conduttore del nuovo programma della rete “giovane” di mediaset è stato cantante, attore, scrittore, panettiere, lavapiatti e chissà cos’altro. Ora torna e dice Smetto quando voglio, una promessa o l’annuncio di una nuova metamorfosi?

di Francesco Cascione

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