Quando una cooperativa di viticoltori può far da scuola all'intero settore - Magazine

Quando una cooperativa di viticoltori può far da scuola all'intero settore

Food Magazine Giovedì 24 ottobre 2019

Magazine - Abbiamo in Italia un esempio di gestione di un gruppo cooperativo nel settore agroalimentare che, in poco più di 50 anni, è diventato il leader nazionale per produzione e distribuzione di vino sulle nostre tavole (ma anche all’estero). Si chiama Caviro e raccoglie oggi 31 soci (fra cantine di Emilia-Romagna, Abruzzo, Veneto, Sicilia, Puglia, Toscana e Marche) per un totale di 36 mila ettari di vigneti. Solo l’anno scorso ha venduto 174 milioni di litri di vino in tutto il mondo. Martedì 22 ottobre, Caviro, a Milano, nella figura del direttore generale SimonPietro Felice, ha presentato a un attento pubblico di giornalisti e esperti del settore ambientale, il suo primo Bilancio di Sostenibilità, un documento che raccoglie al suo interno i successi di un’azienda nata piccola a Faenza ma diventata oggi una grande e ricca filiera vinicola che gestisce con grande competenza ogni passaggio, dalla coltivazione della vite all’arrivo sulle nostre tavole, di marchi vinicoli molto noti agli italiani. Ma come ha fatto una cooperativa a raggiungere questo grande successo in un settore che, in Italia, è molto competitivo e ricco di eccellenze? La risposta sta in una serie di best practices perfezionate nel tempo, che pongono al centro della filiera il rispetto del territorio, della materia prima, dei suoi lavoratori e del consumatore finale.

Caviro per promuovere il territorio

Nell’ultimo triennio, Caviro ha sponsorizzato numerose iniziative e associazioni (in prevalenza a carattere locale su Emilia-Romagna) con donazioni per quasi 700mila euro: un contributo che ha voluto premiare e aiutare le iniziative di sviluppo locale e le eccellenze territoriali di cui l’Italia è ricca. Per mantenere vive le tradizioni del territorio e le eccellenze produttive, si presta massima attenzione alla filiera e alle pratiche che consentono di salvaguardarla con azioni concrete come la garanzia di continuità delle attività agricole e la promozione del ricambio generazionale. Non manca poi un grande focus sulle risorse del territorio, riconducibile all’attenzione di Caviro per l’economia circolare: un’attenta gestione delle materie prime e degli scarti di lavorazione, permette, infatti, un utilizzo ottimizzato di questi anche all’interno della filiera stessa (come per esempio con la produzione di biocombustibili, utilizzati poi per i veicoli a metano che distribuiscono il prodotto finale). L’impatto ambientale della produzione vinicola viene così notevolmente ridotto e le pratiche agricole si fanno sostenibili, il che riconduce a benefici concreti per il territorio di coltivazione.

Caviro e i rapporti con i cooperanti

Forte della consapevolezza della centralità dei soci del Gruppo Caviro in ogni fase della produzione, l’azienda ha fatto una serie di gestioni che sono servite, soprattutto, a far sentire i soci come una vera e propria risorsa: azioni che possono essere riassunte in condizioni di lavoro eque e dignitose. Non esistono, infatti, condizioni di discriminazione lavorativa, retributiva, promozionale e pensionistica, né di accesso alle risorse ed alla formazione specifica. Anzi, quest’ultima è altamente valorizzata in ottica di investimento sul capitale umano, attraverso l’avvio continuo di corsi di formazione e aggiornamento. Si è posta, poi, una grande attenzione alla comunicazione interna aziendale ed alla libertà di associazione collettiva, di modo che l’engagement dei dipendenti con la mission aziendale sia sempre molto alto. Queste azioni, sommate, rendono l’azienda più solida internamente, fattore che poi va ad incrementare la performance economica finale.

Caviro e la sicurezza del consumatore

Quanto elencato non avrebbe senso se il consumatore finale di vini non fosse estremamente soddisfatto del prodotto che beve. La qualità è quindi al centro dei prodotti Caviro, con una particolare attenzione alla sicurezza e alla salute dei consumatori che si trasforma in azioni concrete di tracciabilità della filiera e numerosi controlli dalla vite al vino. Numerose  sono, in questo senso, le certificazioni di qualità che il Gruppo possiede. Non manca neppure l’invito a un consumo responsabile di vino, invito rivolto proprio alla salute dei consumatori: Caviro ha, infatti, aderito a Conoscere l’alcol, una campagna sociale di sensibilizzazione sul consumo moderato e responsabile delle bevande alcoliche.

In conclusione

Il Bilancio di Sostenibilità 2019 presentato da Caviro è un documento dalle molteplici chiavi di lettura: la sostenibilità della filiera produttiva vinicola e l’economia circolare del riutilizzo delle risorse ne è il focus. Ma nel presentare le azioni di gestione interna del gruppo, Caviro ha voluto mettere a disposizione di tutti gli altri produttori vinicoli italiani, anche dei più piccoli, una serie di azioni meritevoli che l’hanno resa oggi il fiore all’occhiello della produzione di vino italiano. Il condivisibile messaggio che passa da questa giornata è che l’eccellenza del made in Italy non deve essere promossa da una sola azienda, ma deve poter vedere la partecipazione di ogni singolo produttore, in uno sforzo comune verso la perfezione.