Magazine Martedì 30 settembre 2003

Posta del cuore

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Ciao Antonella,
sono un ragazzo di 23 anni, ad un passo dalla tesi e con una grande passione per il giornalismo. Da quasi due anni sto con una bellissima ragazza rumena, che vive nella mia città da cinque. Due anni stupendi, in cui la sua bellezza e la sua dolcezza mi hanno inebriato. Poi, alle porte dell'estate, ha iniziato ad avere un atteggiamento più distaccato, esce raramente di casa ed è sempre di cattivo umore. Tutto questo perché «il lavoro non mi piace, i vicini mi trattano male, mia madre ha problemi di salute, e sono tanto sfortunata...». Tutti problemi reali, dal lavoro come babysitter che non la soddisfa, ai vicini che si comportano con lei (e i suoi tre fratelli) trattandola da "straniera", ai problemi di cuore della madre. Il fatto è che lei non fa niente di concreto per cambiare le cose («tanto non troverei un lavoro migliore, una nuova casa...»), ma si lamenta ogni volta della sua condizione, accusando acciacchi e mal di testa ogni volta che ci vediamo.

Così io mi sono sorbito due mesi di lamentele, il suo umor nero, lo scarso entusiasmo nei miei confronti, i rapporti solo quando le "gira bene". Qualche volta spegne il telefono prima che io la chiami, perché «sono stufa di tutto», e così io soffro in silenzio, soffocando il dolore con la speranza che tutto passi. Però continua a negare che ci siano problemi tra di noi.
Le ho proposto diverse volte di fare una vacanza per rilassarci, lei ha iniziato con i suoi "non lo so" e "vedremo" finché, esausto, sono partito con i miei amici. Dopo due giorni mi ha chiamato per dirmi che, da lì a due ore, sarebbe partita per la Romania, perché «c'è un problema». Ora sono venti giorni che è via, e non mi ha mai chiamato. L'ho cercata io, ho saputo che il problema (la salute di sua madre) non era poi così grave, piuttosto aveva voglia di tornare a casa. Se le chiedo quando tornerà, mi liquida con un "non so", e comunque non si fa trovare quasi mai.

Ora non so più cosa fare, non riesco a credere che proprio lei, quella bella, buona e dolce si comporti così male con me. I libri sono sulla scrivania da quasi tre mesi, ho sospeso i contatti con interessanti proposte di lavoro, litigo con i miei che mi vedono vegetare, e sto raggiungendo uno stato di paralisi. Aspettando che il telefono squilli.
Grazie, luca

Caro Luca,
spero che nel frattempo la tua ragazza sia tornata e, soprattutto, che tu abbia ripreso a studiare. Che sarà un discorso materno, non sarà quello che ti aspetti, ma ha le sue ragioni. Eccole: qualunque sia il motivo del distacco non riporterai da te la tua ragazza comportandoti come lei, con lo stesso atteggiamento passivo e negativo nei confronti del lavoro e della vita (atteggiamento, comunque, che lei ha certamente più motivi di te per assumere). Mentre aspetti lo squillo del telefono, concediti almeno un po’ di buona letteratura, che per un aspirante giornalista è sempre utile, rende più scorrevole la scrittura e migliora l’ortografia. Se proprio non ce la fai prova a riflettere con la massima lucidità e freddezza possibili. Quando ha cominciato a cambiare comportamento, la tua ragazza? È successo qualche evento di qualsiasi tipo che possa avere determinato il cambiamento? Sei sicuro che sia cambiata veramente? Non è invece possibile che tu avessi uno sguardo diverso e che, col trascorrere dei mesi e con una certa stanchezza, tu abbia visto cose che non avevi notato? Sono sicura che troverai da te la risposta, che forse è davvero la nostalgia.
Auguri



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di Antonella Viale

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