Amore virtuale - Magazine

Attualità Magazine Sabato 27 settembre 2003

Amore virtuale

Magazine - «So di non essere un uomo interessante, ma parlare attraverso le righe virtuali delle nostre parole mi fa sentire una felicità che non provavo da molto tempo. Se non ci fossi mi mancheresti davvero: so che non ci si innamora in chat, ma mi sto veramente innamorando di te».
Il cursore della risposta di Asia42 pulsò per un minuto poi comparvero le parole, scritte in rosso con un cuoricino: «Sei dolcissimo, so cosa provi, sta succedendo lo stesso anche a me».

Da mesi si incontravano in Rete, prima in chat poi in private room, ognuno descrivendo una vita divertente, ma alla fine ammettendo una solitudine che cercavano di alleviare con le amicizie virtuali della Rete.
Con lui Asia42 aveva iniziato a lamentarsi di un marito noioso e di un bisogno d’amore svuotato giorno per giorno, in una sequenza di piatti da lavare e fotocopie da fare in un lavoro ancor più piatto del suo matrimonio.
Lui le aveva "parlato" di una solitudine dignitosa ma feroce e dei desideri che aveva nel cuore, ma che non potevano essere espressi con donne frettolose, incapaci di comprendere l’anima di un uomo semplice e serio.
Cyrano1 sapeva che dopo quella sera avrebbero iniziato a sentirsi via cellulare quando il marito di lei non fosse stato in casa e, in maniera assolutamente prevedibile ma gestita come un impulso improvviso, si sarebbero visti a metà strada tra le rispettive città, in una piazzola dell’autostrada o in un altro posto anonimo e deserto, perché lei era terrorizzata dal rischio di essere scoperta con l’uomo che, come era ormai certa, amava.

Bevve un altro sorso di birra, ghignando davanti alla timida ammissione di Asia che lampeggiava piano sul video, annoiato dalla banalità delle risposte delle donne ma nello stesso tempo eccitato perché un altro pesce stava abboccando.
Asia era la quarta che pescava e il suo metodo funzionava sempre meglio. Qualche parola da finto solitario, frasi a metà tra un ragazzino scemo e un romanzo d’appendice, due battute correlate con il livello intellettivo di una delle donne più sprovvedute della Rete (evitava con cura le chatter intelligenti) e il gioco era avviato come una locomotiva sul binario.
Cyrano si regalava non più di una donna all'anno, in località scelte da un estremo all’altro del Paese. S’incontravano nella piazzola deserta, entrava nell’auto di lei, si abbracciavano, parlavano, facevano l’amore e la squartava. Poi si cambiava e tornava a casa. Dopo nove mesi si sarebbe collegato con un altro IP variabile, procurandosi una scheda "sicura" per il cellulare e andando finalmente a pescare.

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