Magazine Giovedì 25 settembre 2003

La vite dei desideri

La vite dei desideri

Ginevra affondò i denti nella soffice pasta del croissant caldo. Che piacere ritrovarsi a Parigi, dopo dieci anni. Nonostante fosse passato tutto quel tempo, il ricordo dei colori e dei profumi di quella città così magica era ancora vivido nella sua mente, tanto da suscitarle le stesse emozioni di allora. Aveva deciso di trascorrere l’intera giornata a Montmartre, il quartiere che preferiva, per via dell’atmosfera bohémienne che si respirava in ogni angolo. Si vestì in tutta fretta ed uscì dall’hotel. Una lieve pioggerellina le colpì il viso e, in quel preciso istante, Ginevra ebbe la sensazione che quel giorno le sarebbe successo qualcosa di straordinario. “Sei la solita sognatrice”, si rimproverò. “Ma che vuoi possa capitarti?”. Eppure quel presentimento era così forte.

Un breve tragitto dentro al metrò e poi, via, sulla funicolare, fino alla sommità della collina di Montmartre. Il panorama era proprio come lo ricordava: i tetti degli antichi palazzi cittadini, immersi nella nebbiolina del mattino, sembravano usciti da un dipinto di Renoir. Ginevra contemplò a lungo quello spettacolo, prima di infilarsi nel dedalo di stradine che partivano da un lato de Le Sacre Coeur per arrivare chissà dove. “Già, chissà dove?”, pensò. Era proprio quello che intendeva scoprire: non aveva alcuna fretta, e la sua curiosità non sarebbe stata appagata finché non avesse esplorato ogni anfratto del quartiere. Intanto si era fatta l’ora di pranzo, ma lei non intendeva perdere tempo, per cui acquistò una baguette farcita, e continuò a camminare. Al ristorante sarebbe andata per cena. Respirando a pieni polmoni, per imprimere nella memoria olfattiva il maggior numero possibile di odori, ad un tratto le sue narici vennero colpite da qualcosa di particolare: un profumo dolce, lievemente marsalato, che non aveva mai sentito prima di allora. D’istinto, ne seguì la scia, mentre l’odore diveniva, ad ogni passo, sempre più intenso. Quello che si presentò ai suoi occhi fu qualcosa di assolutamente inaspettato, che la colpì profondamente: si trattava di una vigna in piena regola. Una vigna che sembrava antichissima, e che aveva continuato a dare i suoi frutti, nonostante si trovasse in piena città, cioè in un luogo, all’apparenza, assolutamente ostile. Quei grappoli dorati dovevano avere qualcosa di magico, e Ginevra se ne accorse quando si trovò a pensare che era giunto il momento di tramutare in realtà il desiderio di una vita. Ma la cosa straordinaria era che tutto le appariva così semplice e chiaro, adesso.

Se, un giorno, vi capitasse di passare per Montmartre, addentratevi nei vicoli: troverete un piccolo ristorante con l’insegna in ferro battuto, su cui campeggia un bel grappolo d’uva matura. Resterete affascinati dall’ottima cucina e dalla ricercatezza dei vini, ma quello che vi colpirà di più saranno due occhi sorridenti e luminosi: gli occhi di chi ha realizzato un sogno.
Giorgia Santiccioli
di Stefano Baschiera

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