Weekend Magazine Mercoledì 24 settembre 2003

Nel regno dei cactus

La Costa Azzurra ed il Ponente Ligure hanno davvero un clima particolare: poche piogge e temperature miti, anche d'inverno. È questo un aspetto che non è sfuggito a coltivatori, botanici ed appassionati delle piante tropicali. Qui, infatti, si osserva la maggiore concentrazione in Europa di giardini botanici o parchi dedicati al “verde tropicale”.
In Liguria è famoso il , a due passi dal confine francese, ma i nostri vicini si difendono davvero bene. Già nel 1933, nel Principato di Monaco, avevano aperto il magnifico , poi sempre rinnovato nel corso degli anni. Nella ricca cittadina, arroccato ma affacciato sul mare e protetto dalle montagne sullo sfondo dai freddi venti settentrionali, si trova questo gioiello, forse la più ricca raccolta di piante grasse del mondo.
All’interno un labirinto di viottoli cementati e presentati ad arte - d’altronde siamo a Montecarlo e non c’è neanche una cartina per terra! – trasporta il visitatore tra migliaia di piante grasse monumentali e meravigliose. Alcuni esemplari superano il centinaio di anni e diversi metri in altezza, meno presenti sono invece le piante più rare di piccola taglia.

Un piacevole diversivo, dopo qualche milione di spine e aculei, è dato dalla Grotta dell'Osservatorio, l’unica visitabile a Montecarlo. Nel massiccio montuoso un antico fiume ha scavato un tunnel e alcune piccole sale, ora aperte al pubblico. Manca un pò la spettacolarità delle concrezioni e delle forme delle grotte di , o , ma ne vale senz’altro la pena. La visita guidata, compresa nel prezzo del biglietto, è obbligatoria, ma dura solo 30-35 minuti.

Per chiudere, sempre che la paleontologia vi interessi, consiglio una rapida visita al Museo di Antropologia Preistorica. Si tratta di sole due grandi sale, comunque ricchissime di reperti, che raccontano l’alba dell’uomo e la vita dei nostri progenitori: la nascita del culto, della parola, la conquista del fuoco, la caccia e la lotta con i predatori; ci sono anche magnifici reperti di orso delle caverne e di tigre dai denti a sciabola. Parte del materiale proviene proprio dalla grotta del giardino e da siti circostanti, un tempo molto noti alle antiche popolazioni costiere.

Il biglietto per accedere al giardino, grotta e museo compresi, costa solo 6,60 Euro, che si dimezzano per gli studenti. Le attrazioni sono aperte tutti i giorni dalle 9 al tramonto, anche se grotta e museo possono essere occasionalmente chiusi per brevi periodi.

Se la passione per le piante grasse vi ha recentemente contagiato vi suggerisco di fare un passo, oltre che a Villa Hambury, della quale vi ho già parlato, anche al Giardino Pallanca a Bordighera (poco prima di Ventimiglia andando verso la Francia). Un piccolo gruppo di appassionati ed architetti ha qui coltivato una quantità infinite di cactus e succulente in ampie serre e all’aperto. È uno spettacolo davvero singolare vedere questo susseguirsi infinito e sempre diverso di spine, aculei e forme, a volte tondeggianti, a volte allungate e sinuose. Si tratta di una selezione di esemplari spesso insoliti, meno imponenti ma molto più vari di quelli di Montecarlo.

Sopra: i colossali “cuscini della suocera di Montecarlo”
Sotto: coltivazione di cactus al Giardino Pallanca

Oggi al cinema

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