Magazine Martedì 9 settembre 2003

Tutto finisce in una piastrella

Magazine - Un Gerry Scotti sempre più a suo agio nel ruolo di divulgatore culturale ha presentato sabato la premiazione della IX edizione del premio Alassio Centolibri – un autore per l’Europa e la V dedicata all’Editore per l’Europa.

Dopo gli auguri del sindaco e la domanda di rito all’assessore sui progressi della politica culturale a Alassio, Scotti ha annunciato una nuova iniziativa: uno spazio sul celebre muretto riservato ai vincitori dei premi Alassio, a cominciare da questa edizione. L’assessore alla cultura Monica Zioni, invece, aveva elencato alcune novità importanti: l’apertura della pinacoteca dedicata a Carlo Levi e la ristrutturazione della Memorial gallery in viale Hanbury, che oggi ospita i dipinti del grande paesaggista Richard West e la English library, una biblioteca con migliaia di volumi in lingua, seconda in Italia soltanto a quella di Firenze. E ha concluso con un accorato ricordo di Giuseppe Pontiggia, che faceva parte della giuria per la scelta dell’editore ed era ospite della cittadina a ogni premiazione.

Il riconoscimento per l’editore è stato assegnato a Il Saggiatore, per il ruolo fondamentale che la casa editrice ha avuto negli anni ’60 e ’70 nella scoperta e valorizzazione di importanti autori stranieri, per la ricchezza del catalogo e per lo sforzo attuale di mantenere viva l’eredità del passato. A ritirare il premio è stato Luca Formenton, presidente del gruppo Il saggiatore, un uomo che l’editoria ce l’ha nel sangue: nipote di Arnoldo Mondadori e figlio dell’amministratore delegato della famosa casa editrice. Formenton ha illustrato i programmi della casa editrice e ha risposto a qualche domanda di Giuliano Vigini, presidente della giuria: «Oggi credo che sia necessario fare attenzione al mercato –ha dichiarato Formenton- perché anche un editore di saggistica è costretto a farlo, ma sempre rimanendo all’interno di una prospettiva di cultura».

Simonetta Agnello Hornby è stata premiata per La mennulara, romanzo che ha incantato i docenti universitari stranieri che costituiscono la giuria del premio, al punto che la vittoria -dalla Finlandia alla Spagna, dall’Austria all’Inghilterra- è stata praticamente un plebiscito. Agnello ha ottenuto 65 voti, la seconda classificata 33. Dopo la lettura di un lungo stralcio del libro, pagine particolarmente coinvolgenti, da parte di Lia Tanzi e Giuseppe Pambieri, Simonetta Agnello Hornby ha risposto a qualche domanda sulla sua opera prima, e ha dichiarato di avere scritto il libro, un po’ perché ce l’aveva dentro, un po’, forse, perché i figli conoscessero la Sicilia dei suoi ricordi. La figura della protagonista, una serva padrona che per tutta la vita gestisce esistenze e finanze dei suoi datori di lavoro e pretende di farlo anche da morta, invece, non è ispirata a nessun personaggio incontrato nel suo passato siciliano –la Hornby vive in Inghilterra da 30 anni e il libro inizia proprio l’anno della sua partenza per l’altra isola- ma come ha dichiarato sabato: «Personaggi come la mennulara non ne ho conosciuto in Sicilia, ma di mennulari e mennulare ce ne sono tanti nel mondo e mi dispiacerebbe se dicessero che è un personaggio che poteva nascere soltanto in Sicilia». Alla domanda, infine, se stia scrivendo un nuovo romanzo, o ne abbia uno pronto o se sia un po’ spaventata da questo successo, l’autrice ha risposto: «Vorrei avere il romanzo nel cassetto, ma non è così. Sto scrivendo e non mi chiedo se piacerà o no. Non dimentico mai la mia esperienza di avvocato: si vincono cause, altre si perdono… Penso di affrontare così anche i giudizi letterari».

La cerimonia si è conclusa con la firma delle piastrelle per il muretto.

di Antonella Viale

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