Concerti Magazine Sabato 6 settembre 2003

il Dove sei tu? Tour di Cristina Donà

Cristina Donà è una cantante autrice di raro valore nel panorama nazionale.
Ne ha dato una dimostrazione più che positiva nella tappa genovese del Chi sei tu? 2003 Tour giovedì 4 settembre alla Festa dell’Unità.
Le uniche note negative provengono, ancora una volta, ed in questa città cominciamo ad esserne davvero stufi, dalla maniera infelice con cui vengono accolti i musicisti e gli spettatori della musica dal vivo.
A parte la “solita” cattiva abitudine della mezz’ora d’ingiustificabile ritardo (dovuta non si sa a chi&che cosa), l’ennesima collocazione “di ripiego” nella nuova struttura fieristica accanto al Palasport.
Per ovviare alla sfavorevole i tecnici debbono fare i salti mortali per ottenere un suono decente, disturbato, peraltro, dal forte brusio di fondo proveniente dalla Festa.
Tanto più che la Donà non è musicista dedita al rumoraccio, ma interprete raffinata e sensibile di una musica, piena di variazioni e di sfumature e di testi che, entrambi, debbono essere ascoltati e compresi.
Tra l’altro, la pubblicazione di due stimolanti volumi Appena sotto le nuvole (2000) - zibaldone di pensieri, versi, immagini fotografiche, disegni - e God less America (2003, insieme a Michele Monina e con allegato un dvd inedito) - un viaggio coast to coast sulle orme del Boss, tra fiction e realtà, che annota i cambiamenti in questi anni avvenuti negli States, serve a dimostrare lo spessore culturale a 360° di Cristina.
Inquietanti, poi, i container che fanno la loro ricomparsa in città, dopo il contestato uso fatto, proprio in questa zona ai tempi del G8, utilizzati, questa volta, come imbarazzanti fondali (!).

Dopo una premessa necessaria per cominciare a rivendicare il dovuto rispetto che la musica dal vivo (rock&pop compresi), chi la fa e chi la ascolta, meritano, veniamo al momento live.
Di grande fascino lei (non rinuncia mai alla sua femminilità nel modo di presentarsi) e la musica che crea e suona.
Ne è passata di acqua sotto i ponti dal suo esordio (merito del fiuto di Totò Miggiano che la invitò ad esibirsi nel teatro Albatros, allora sede – purtroppo non ancora sostituita – del Psyco Club, come nuova proposta emergente).
Eravamo nel 1997 e la ricordo solista con la sua chitarra. Già da subito dimostrò doti non indifferenti, tant’è che nello stesso anno fu invitata (chissà come mai quando c’è qualità spunta sempre…) dal Club Tenco che premiò il suo esordio discografico Tregua come miglior opera prima.
Sarebbe tornata al Tenco nel 2000, per ricevere la targa assegnata congiuntamente dal Club e dalla SIAE in qualità di cantautrice emergente.
Ed il pubblico genovese (forse qualche vuoto di troppo compensato dal calore dei presenti) può assistere all’esibizione di una musicista ormai felicemente emersa, vera, completa.
Capelli acconciati in una sorta di caschetto che le ricadono a nasconderle il viso (ricordi di timidezza?), imbraccia la chitarra ed inizia il suo viaggio attraverso i brani dei suoi tre album, privilegiando quelli tratti dall’ultimo.
Inizia, infatti, col singolo Nel mio giardino e si distinguono, accanto ai collaudati “antichi” successi Nido e Stelle buone , The Truman Show , in cui le connessioni con le bugie dei potenti sono evidenti e Salti nell’aria, dedicata ai bambini, ma con parecchi spunti d’interesse per gli adulti.
Bella anche un In fondo al mare con una estemporanea simpatica dedica al “signor mare” che, peraltro, poverino, è nascosto dietro le strutture fieristiche,da parte di "una che vive in montagna”.

Il set scorre fluido e Cristina dimostra una raggiunta maturità, gestualizzando la sua interpretazione vocale (in cui alterna sapientemente timbri e toni), specie quando, verso la metà, posa temporaneamente la chitarra.
Allora balla, “nuota” a larghe bracciate, mima, si appropria dell’intera superficie del palco.
Finale coi canonici bis e il pubblico, tutto in piedi sotto il palco, ad applaudirla.
Infine, da notare, perché non sempre è così, la grande disponibilità della Donà che, poco dopo il termine del concerto, accetta di buon grado di firmare dediche ed autografi e di dialogare con gli spettatori.

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