Castello di Lerici centro d’Europamondo - Magazine

Attualità Magazine Lunedì 1 settembre 2003

Castello di Lerici centro d’Europamondo

Magazine - Questa settimana Lerici è al centro dell’attenzione nazionale per la settimana che l’ha selezionata come sede per i molti incontri, dibattiti e convegni previsti dall’iniziativa.
Uno degli spazi destinati ad accogliere alcuni dei molti ospiti è il , meta turistica ligure d’eccellenza e, dal ’97, Museo Geopaleontologico.

Nell'ultimo anno molti sono stati i cambiamenti al Castello per una serie di fortunate coincidenze - tra cui va senz’altro ricordato il ripristino dell’ascensore - e volontà congiunte (sia dell’amministrazione comunale che dei dirigenti del Castello) tra cui Beppe Mecconi, novello Presidente del Consorzio che ha in gestione il prezioso monumento. E proprio con lui abbiamo fatto due chiacchiere.

“Abbiamo lavorato moltissimo, apportando modifiche sia dal punto di vista visivo che da quello strutturale. Con l’acquisizione della collezione privata di fossili Tanfi & Santoli abbiamo cambiato due sale, ideato e costruito trenta vetrine per due nuovi percorsi preistorici lungo uova, piccoli dinosauri e ambre: “Dall’oceano primordiale al Mediterraneo” e “La simbiosi tra piante e insetti”. È stato sonorizzato il cortile dei rettili e il salone dedicato al nostro territorio, dalle Alpi Apuane agli oliveti lericini, operazione che ha avuto anche il favorevole effetto di cacciata dei piccioni, spontaneamente migrati forse infastiditi da suoni a loro estranei. Sono state spostate alcune sale, resa più efficace e piacevole l’illuminazione interna, è stato avviato il rinnovo del bookshop, spostata la biglietteria all’esterno su piazza San Giorgio, intervento che ha reso gli stessi utenti molto più soddisfatti.”

La lista è ancora lunga e ricca: include un’ampia operazione di pulizia di tutte le zone esterne del castello da cui si godono incredibili vedute sul Golfo. Seguirà, a breve, una piantumazione di alberi, erbe ed essenze mediterranee (timo, mirto, rosmarino, ecc.) che favorirà un percorso di tipo naturalistico. Previsto per il prossimo anno è poi il restauro e la riapertura della Cappella di S. Maria del Mare sul lato sud-est del Castello, per quanto mi riguarda, inaccessibile e in stato d’abbandono da sempre.
Cos’altro succederà al Castello?
A settembre ospiterà due convegni organizzati dal Politecnico di Milano, tra gli ospiti anche la fisica Margherita Hack. Mentre a ottobre sarà indetto un bando per l’apertura di un bar sulla terrazza, che speriamo diventi punto di ritrovo per l’aperitivo dei lericini e anche meta per un pranzo veloce di abitanti e turisti.
Mi pare di leggere in tutte le iniziative una doppia volontà: restituire al paese un monumento, ma anche perseguire un fine turistico tipico di un museo. Ma qual è la vera vocazione del Castello tra contenitore di eventi e museo geopaleontologico?
Le cose stanno proprio così. Con i lericini c’è un tacito patto perché il museo sia anche un contenitore culturale e infatti quest’anno molte sono state le iniziative (le presentazioni di libri, le mostre e le iniziative sulla Repubblica Ceca sostenute dall’ambasciata). Certo la vocazione primaria è di tipo didattico e di ricerca come museo geopaleontologico. In particolare abbiamo in programma due missioni alla ricerca di reperti: una in Mongolia, rimandata a causa della SARS e l’altra di carattere più umanitario in Brasile dove, oltre a recuperare fossili per il nostro museo (i cosiddetti “noduli”: noccioline che una volta spaccate fanno ritrovare fossili di pesce, da utilizzare nei laboratori didattici per permettere ai bambini di fare un’esperienza diretta con la scoperta) ci inseriamo nel programma del governo Lula “Fame zero. Sete zero”, insegnando alla gente del posto ad estrarre, catalogare ed esporre reperti. Verrano inoltre rimessi in piedi due musei.
Ti senti castellano o prigioniero del Castello?
Mi sento Raperonzolo, come mi hanno soprannominato qui simpaticamente: prigioniero della torre. Perché c’è molto, moltissimo da fare. Un lavoro molto impegnativo ma stimolante, reso più agile dalla grande armonia tra i dirigenti del consorzio e dall’ottimo rapporto con l’amministrazione comunale. Lo testimoniano l'aumento degli incassi e i molti attestati di benevolenza dei lericini (per loro ingresso gratuito) che lo sentono già più loro.
Qual è il tuo sogno nel cassetto per questo castello?
Veramente sono tre: che diventasse luogo di incontro e ritrovo dei lericini; portare a conclusione la missione in Mongolia con l’acquisizione di importanti fossili; e poi, il più difficile, far entrare il castello all’interno del patrimonio dell’umanità dell’Unesco.

Per conoscere tutti gli appuntamenti di Europamondo che si terranno al Castello di Lerici .

(Le foto sono di Francesco Tomasinelli ad eccezione di quella qui sotto)

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