Non ti piacerà vedermi arrabbiato - Magazine

Cinema Magazine Sabato 30 agosto 2003

Non ti piacerà vedermi arrabbiato

Magazine - È alto cinque metri e mezzo, ma ha degli occhioni dolci da gigante buono. È il tormentone digitale di questo inizio della stagione cinematografica 2003/2004.
è nato nel 1962 dalla mente di Stan Lee e dalla mano di Jack Kirby, che l'hanno trasformato nel protagonista di uno dei più famosi fumetti della , mitica casa editrice che ha sfornato successi come e gli .

L'incredibile mostro non è nuovo al grande pubblico: negli anni settanta lo scienziato Bruce Banner e il suo irascibile alter ego verde erano già sbarcati in tv con una serie di telefilm che hanno fatto storia. A quei tempi rispettare in tutto e per tutto i canoni del fumetto non era possibile: non c'erano gli effetti digitali necessari per trasformare il protagonista (interpretato da Bill Bixby) in un gigante che, con un salto, fosse in grado di raggiungere il cielo. Ci si dovette accontentare di un giovane bodybuilder, vincitore del titolo di Mister Universo all'età di ventun'anni. Lui, , ha fatto fortuna nei panni dell'uomo verde, anche se oggi - a cinquant'anni suonati - si dedica all'insegnamento del body building ai VIP di Los Angeles.

Oggi la faccia del supereroe è diversa da quella televisiva e, soprattutto, non è umana. La computer grafica ha infatti realizzato ciò che fino a qualche anno fa sembrava solo un'utopia: Hulk si muove sulla scena proprio come un attore vero, ma la sua pelle, seppur perfetta e con tanto di vene e muscoli in evidenza, è interamente realizzata a computer, così come il suo viso arrabbiato.
Ci sono voluti 185 fra tecnici e artisti perchè il gigante risultasse credibile agli occhi dei suoi tanti fan. Solo gli occhi tristi di Hulk sono umani, perchè prestati da Eric Bana (cabarettista australiano e uno tra gli interpreti di Black Hawk Down), protagonista del film nei panni del pacato scienziato dai poteri a dir poco prodigiosi.

Per il resto è toccato al pluripremiato regista Ang Lee indossare la tuta con sensori e mimare quelli che sarebbero diventati i movimenti dell'incredibile Hulk digitale. Perchè si sa: sempre più spesso la macchina sostituisce l'uomo, ma sotto sotto ha ancora bisogno di lui.
Dopo successi come Ragione e sentimento, Tempesta di ghiaccio e La tigre e il dragone, vincitore del Premio Oscar per il miglior film in lingua straniera (è girato in cinese mandarino), il regista di Taiwan cambia stile aggiungendo agli effetti speciali un pizzico di tragedia shakespeariana. In fondo Lee resta, e a pieno titolo, un regista "impegnato".

Nel cast di Hulk troviamo poi la bella di turno (Jennifer Connelly) e Nick Nolte, misterioso padre di Bruce Banner.
Tra effetti speciali straordinari e tanta azione, Hulk entrerà senz'altro nell'olimpo dei "più visti di questa stagione". E poi, come lo stesso Lee insegna, "Ognuno ha un Hulk dentro di sè".


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