Weekend Magazine Mercoledì 20 agosto 2003

Ambra, scrigno del tempo

Ricordate la zanzarina di Jurassic Park? Fu grazie al suo ritrovamento che il nonno miliardario un po’ folle riuscì a completare il DNA dei dinosauri, ricreandoli per clonazione. Ebbene, la zanzara in questione era prigioniera in una goccia d’ambra, conservata come in un cubetto di ghiaccio giallo dal Giurassico fino ai nostri giorni.

È proprio l’ambra (non la zanzara) ad essere la protagonista di una piccola ma accurata mostra che in questi giorni si può visitare presso l’Abbazia di San Fruttuoso di Camogli, di proprietà del FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano: Ambra scrigno del tempo.

Una scelta bislacca? Non proprio. Questa resina fossile, proveniente da conifere oggi estinte ma abbondanti in natura circa 150 milioni di anni fa (l’Italia faceva parte dell’Africa, l’India era un’isola, gli Stati Uniti confinavano col Marocco), è da secoli una delle materie preferite da orafi e gioiellieri.
Anche gli scienziati la apprezzano: la scena del film di Spielberg, con la zanzara fossilizzata, riprende un uso scientifico che ormai da una cinquantina d’anni vede frotte di studiosi darsi da fare per analizzare questa resina antica. Sono infatti tantissime le “inclusioni” (si chiamano così) animali e vegetali in essa contenute che, come fotografie giunte direttamente dal lontano passato, contribuiscono a decifrare i meravigliosi ed affascinanti meccanismi dell’evoluzione biologica del nostro pianeta.
Già i greci erano a conoscenza della singolare capacità di questo materiale – se strofinato – di attrarre piccoli oggetti. Non sapevano ovviamente nulla di elettroni positivi e negativi, ma è dal nome che gli diedero - elektron - che parte la fisica moderna.

La mostra di San Fruttuoso vuole condurre il visitatore alla scoperta di questo straordinario prodotto della Natura. Nella sezione didattica allestita nella Sala Capitolare dell’abbazia, sarà illustrata l’origine dell’ambra, le sue proprietà, ed esposte le diverse qualità di ambra nel mondo tra cui rari pezzi di Simetite – l’ambra siciliana dai colori unici ed intensissimi – e la mitica Ambra blu, dalle straordinarie sfumature che vanno dall’azzurro al viola, fino al verde acqua o al profondo blu.
Presso la Torre Doria, una sezione speciale è dedicata alle inclusioni, con l’esposizione di reperti molto affascinanti e suggestivi contenenti insetti e piccoli esseri e vegetali di ogni genere. Un’ultima sezione è dedicata ai gioielli, con la mostra di pregiati manufatti, antichi e recenti, realizzati con l’ambra.

La mostra è visitabile fino al 28 settembre 2003, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17.45; l’ingresso costa 6 €. Per informazioni: FAI - Abbazia di San Fruttuoso di Camogli (Genova). Tel. 0185 772703.

Oggi al cinema

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