Concerti Magazine Giovedì 21 dicembre 2000

Intervista a Gianmaria Testa

Magazine - Gianmaria Testa arriva al Centro della Creatività con la chitarra. E’ Disponibile, intelligente, ha una voce calda e un aspetto un po’ ombroso, è in tutto e per tutto un cantautore. Parliamo un po’ prima del suo “incontro con i giovani”.

La tua è stata una carriera atipica, sei stato scoperto in Francia. Paolo Conte dice “E le piste dei carri, gelate/ Come gli sguardi dei francesi…” Ma come sono gli sguardi dei francesi?
(ride) Eh… Forse ha ragione. A volte sono un po’ detaché, un po’ distaccati. Ma hanno il grande dono della curiosità. Seguono la musica come un fenomeno culturale. Ad esempio, al mio concerto d’esordio si sono presentate 1.200 persone. Ed ero uno sconosciuto. Sono venuti spinti da un interesse generico per la cultura e per il “misto”. Sono “globalmente curiosi”, anche per ragioni di colonialismo, abituati a cultura differente.
In Italia questa curiosità non c’è?
Ma… Qui è diversa anche l’idea di “canzone”. La canzone ha avuto il pregio o difetto di essere un mezzo semplice, orecchiabile. Da noi è diventata prodotto. Anziché raccontare una verità propria e credibile, gli artisti spesso fanno di tutto per essere vendibili. E la canzone s’impoverisce. Per questo vorrei dal pubblico maggiore senso critico.
Il pubblico è superficiale?
Non tutto il pubblico: c’è un pubblico carbonaro e curioso che funziona con il passaparola, un pubblico di nicchia. La maggioranza è superficiale. Dalla canzone non si pretende. Se una ha un bel fisico e canta una canzone tremenda va bene lo stesso, tutto sommato. Se uno ha una bella voce, ciò che dice può passare in secondo piano…Questi sono prodotti. Per me la canzone è un mezzo alternativo, un modo di comunicare a sé, e credo non dovremmo perderlo. Il fatto che sia così magicamente accessibile a tutti dovrebbe portare addirittura ad un uso più dignitoso…Etico. Oh, non mi fraintendere, con questo non voglio dire che le mie canzoni siano all’altezza…
A proposito. Tu dalle tue di canzoni, cosa ti aspetti?
Ecco… Mi aspetto che cantarle mi riporti all’emozione per cui le ho scritte. L’unica cosa che rivendico, come vedi, è l’onestà di base.
Gli ultimi dischi che hai comprato?
Le variazioni Goldberg, suonate da Glenn Gould (evaaaaiiiii! N.d.r.) e il disco di Riccardo Tesi, un organettista molto bravo.
Gli ultimi libri?
L’ultimo libro veramente appassionante che ho letto si intitola “In casa d’altri”, l’autore è Silvio Darzo. Lo consiglio, mi ha colpito. E poi di recente ho riletto Fenoglio, “La paga del Sabato” e “La chiave a stella” di Primo Levi.
Si fa l’ora dell’incontro. Gianmaria suona sei o sette canzoni, tutte piccole poesie, la canzone come piace a lui. Se siete fra coloro che ascoltano con curiosità, passate parola.

Il sito di Gianmaria Testa www.gianmariatesta.com


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