Il mio nome è Jack Millerton - Magazine

Mostre Magazine Martedì 5 agosto 2003

Il mio nome è Jack Millerton

lo scrittore, Marco Marengo l’artista, Marco Marengo il restauratore.
Lui è un trentenne genovese e il restauro di mobili antichi è il suo lavoro. «Ma è l’arte la mia vera passione», spiega Marco, che nel suo studio di Sestri Ponente, in via Ramiro Ginocchio 38 r, elabora quadri, sculture, totem lignei e installazioni. «Mi definisco un artista concettuale», dice, «Parto dal concetto per arrivare alla creazione e viceversa».
Ma Marco non è sempre Marco. Mi spiego: il suo alter ego si chiama Jack Millerton, e si impossessa di lui ogni qual volta Marengo si appresta a creare: «Questo pseudonimo vuole essere un omaggio ai miei scrittori preferiti: Jack Kerouac, Milton e Jack London».
Si, perché Marco/Jack è anche autore di racconti e di un libro horror, Dal Buio (Prospettiva Editrici, Roma). Ma in questo caso a scrivere non è stato Marco, e neppure Jack: «Ho usato un altro pseudonimo: Francis Devil».

Marco/Jack/Francis si dedica, poi, a costruzioni in plein air: «Sono opere d’arte che appartengono alla corrente della Land Art», racconta. «Si tratta di modificare il territorio, ma solo temporaneamente». Marco si reca a Lerma, in Piemonte, presso il lago. Utilizzando le pietre e la rupe che si trovano in quella zona crea delle costruzioni, che verranno distrutte alla prima piena del lago.
«Così rispetto il territorio», spiega Marco, che per tutte le sue creazioni utilizza materiali riciclati.
L’artista genovese ha partecipato, nel 2001, ad una collettiva sponsorizzata dal e alcune sue opere sono state richieste come scenografia negli spettacoli del Teatro Modena.

A Nizza è presente una sua collezione privata permanente e, l’anno scorso, Marco ha esposto all’esterno del . Si, proprio quello di Parigi. Ma come avrà fatto, mi chiedo. «Semplice, ho dipinto un quadro con la scritta “Io non posso entrare” e l’ho posizionato all’esterno del museo». Ora si spiega tutto.
Attualmente Marco si è dato alla sperimentazione: «Recupero un oggetto e, senza toccarlo, lo trasformo in opera d’arte». Basta commentarlo e dare ad esso un titolo che ne spieghi il significato.

Nella foto in alto Marco Marengo, in basso l'opera Indicando all'essere, macerie dove dirigere il pensiero

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