Magazine Mercoledì 6 febbraio 2019

«Credo di essere bisessuale»: il dubbio di un preadolescente, le domande della mamma allo psicologo

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Magazine - Buonasera,

sono la mamma di un bambino di 11 anni che pochi giorni fa, in maniera molto turbata, mi ha confessato di credere di essere bisessuale. Gli ho chiesto il perché di questa sua affermazione e lui dopo varie titubanze mi ha confidato che considera bello un suo compagno. Io con molta calma gli ho chiesto: Prova a pensare di baciare questo tuo compagno come pensi questo momento? Lui all'inizio mi ha detto che l'idea di baciare il suo compagno non gli piace però, il giorno dopo, mi ha detto: «Sai ripensandoci un pochino non mi dispiacerebbe».

Personalmente, gli ho risposto dicendogli di non preoccuparsi, perché l'ho visto molto turbato di questa sua sensazione, aggiungendo che è uno stato di confusione passeggera e che anche io se vedo una bella donna rimango affascinata dalla sua bellezza, e che avrà tempo di rendersi conto se effettivamente gli piacciono gli uomini piuttosto che le donne e in qualche  maniera lui si è tranquillizzato.

Ora mi domando: «un bambino di 11 anni può già avere questi dubbi?» Premetto che non mi ha mai dato modo di pensare a qualche sua predisposizione sessuale verso il proprio sesso, anzi. E soprattutto, mi sono comportata nella maniera giusta cercando di non ingigantire il problema, minimizzando e tranquillizzandolo? e in futuro come mi devo comportare?

Buongiorno mamma in cerca di consiglio,

per risponderle dovrò sintetizzare diversi argomenti che meriterebbero, ognuno, una più approfondita trattazione. Spero comunque di aiutarla ad avere le idee piu chiare.
In effetti a 11 anni ci si dovrebbe trovare in un periodo di latenza, ovvero in uno stato in cui gli ormoni sessuali (sia maschili che femminili) non si sono ancora fatti sentire e dunque le pulsioni sessuali sono ancora molto deboli, mentre le relazioni più o meno amicali si espandono.

Ma anche se ci fosse una precoce attività ormonale, resta il fatto che, nella pre-adolescenza e anche nella prima adolescenza, ci si trova in una fase esplorativa in cui capita di provare attrazioni non ancora del tutto definitive e dove la sessualità è ancora indistinta, tra identità personale, oggetto del desiderio e modalita relazionali. Relazioni che variano dall'amicizia all'attrazione,  non necessariamente sessuale, sino alle prime esperienze connotabili come sessuali.

Allo stesso tempo (e vorrei sottolineare che sto parlando di una condizione specifica del mondo occidentale) i ragazzi sono esposti, a tutte le età, a molte informazioni a volte contrastanti tra loro e che non sempre sono semplici da contestualizzare (per altro non ci riusciamo neppure noi adulti).

Tutto questo per arrivare a dire che non è chiaro cosa intenda un bambino (o bambina) di 11 anni per bisessuale. E non sappiamo neppure cosa o da cosa è turbato. Ovvero se è preoccupato per sé stesso o se è preoccupato per quello che ha letto o sentito dire al riguardo. Se non sappiamo cosa intende lui per bisessuale e se non sappiamo da dove arriva questa parola (e le valutazioni che le vengono date) non sappiamo neppure come comportarci per aiutarlo a essere più sereno.

Nel dubbio credo che la prima cosa sia quella di dimostrarsi blandamente incuriositi, ma non preoccupati. Incuriositi significa cercare di capire cosa ha portato suo figlio a fare questa dichiarazione. E cercare di capire quale definizione o significato da lui alla parola bisessuale. E in ogni caso prenderla per buona e prendersi un po' di tempo prima di ritornare sull'argomento.

L'obiettivo dunque è: non stabilire se uno a 11 anni è bisessuale (o se mai lo diventerà) ma se c'è qualcosa che lo turba o che non si spiega. Se mi posso permettere, eviterei di proporre test per verificare. E poi per verificare cosa?

Non dimentichiamoci che noi siamo grandi e loro sono ancora in formazione. Vediamo, pensiamo e abbiamo punti di riferimento troppo diversi per fare paragoni sensati. Per esempio, potrebbe essere difficile spiegare cosa c'è di diverso tra un bacio sulla guancia, uno sulle labbra, e uno alla francese. Così come due amici o due amiche si possono baciare per salutarsi e non necessariamente per manifestare la loro sessuslità. Tutto questo per dire che lei è una mamma molto coscienziosa e che non ha motivo per preoccuparsi, oltre a una sana e serena attenzione verso sé stessa e verso suo figlio.

Saluti
Dott. Marco Emilio Ventura
Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo
Genova

di Marco Ventura

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