La nuova fattura elettronica: come va fatta e quali vantaggi comporta - Magazine

La nuova fattura elettronica: come va fatta e quali vantaggi comporta

Cultura Magazine Mercoledì 16 gennaio 2019

© CAN Europe/Flickr

Magazine - Come spesso accade, anche quest'anno la nuova Legge di Bilancio ha fatto e sta ancora facendo discutere milioni di italiani. D'altronde stiamo parlando di provvedimenti che cambiano la vita, lavorativa e non, di tantissimi cittadini ed è inevitabile che ci si divida tra sostenitori e detrattori: da una parte infatti ci sarà sempre chi, per un motivo o per l'altro, ottiene (o ritiene di ottenere) dei vantaggi; al contrario dall'altra troveremo chi si trova a dovere rinunciare a qualcosa.

Eppure c'è un particolare argomento legato ad un decreto che sembra avere trovato la quasi unanimità dei cittadini concorde e contraria: stiamo parlando della nuova fattura elettronica obbligatoria tra cittadini privati, che viene vista da tantissimi come un male assoluto, da scongiurare ad ogni costo. Ma le cose stanno davvero così? Stiamo davvero parlando di uno strumento così scomodo? E chi dovrà effettivamente ricorrervi? Proveremo a dare risposta a queste e ad altre domande nelle righe che seguono, guardando più da vicino proprio la nuova fattura elettronica: come va fatta e quali obblighi comporta.

Prima di cominciare questa panoramica, però, è bene fare una precisazione. Questa importante novità non deve essere vissuta come qualcosa di tragico, in quanto al contrario porterà ad uno snellimento del processo di fatturazione eliminando, di fatto, il cartaceo. Inoltre esistono diverse aziende che hanno creato strumenti molto semplici per gestire questo nuovo adempimento. È il caso di Gipo.it che, ad esempio, ha realizzato degli strumenti dedicati agli studi medici per gestire la fatturazione elettronica in modo veloce e molto semplice.

Che cosa dice la legge?

Come al solito partiamo dai semplici dati di realtà, prima di addentrarci in ogni analisi. Dal 1 gennaio 2019 partirà ufficialmente la nuova fattura elettronica, che sarà obbligatoria non solo per tutte le aziende, ma anche per tutti i professionisti residenti in Italia, eccezion fatta per alcuni casi. La grande novità è quindi che dovremo emettere fattura elettronica non solo a titolari di partite Iva, ma anche nel caso in cui a ricevere il servizio in questione sia una semplice persona fisica: è per questo che si parla di superamento del B2B (ovvero Business to Business, transazione da professionista a professionista) e di nuovo spostamento verso il B2C (ovvero Business to Consumer, transazione da professionista a semplice consumatore).

Che cosa è la fatturazione elettronica?

Vediamo ora che cosa significhi effettivamente questa nuova fatturazione elettronica, anche nota come e-fattura.Quando parliamo di fattura elettronica facciamo riferimento ad un nuovo sistema digitale che punta all'abbandono del classico supporto cartaceo. Questo vuol dire che la nostra fattura elettronica viene emessa in un formato virtuale di nome XML (acronimo che sta per eXtensibile Markup Language) e che verrà sia inviata che conservata all'interno di archivi digitali. Una scelta apparentemente complessa, che però comporta tutta una serie di vantaggi: innanzitutto un abbattimento drastico di diversi costi di stampa, spedizione e conservazione dei documenti in questione; quindi una crescita altrettanto esponenziale della garanzia di integrità delle nostre fatture, che, grazie all'utilizzo della firma digitale e della marcatura temporale, resisteranno anche al termine dei classici 10 anni di conservazione sostitutiva.

Che cosa cambia rispetto alla fattura classica?

A ben vedere le principali differenze tra fatturazione classica e fatturazione elettronica sono 2: innanzitutto la nuova e-fattura dovrà necessariamente venire preparata utilizzando un computer, uno smartphone o un tablet. Quindi dovrà venire spedita elettronicamente utilizzando il cosiddetto Sdl, ovvero il Sistema di Interscambio: un postino virtuale che verifica sia i dati fiscali obbligatori che l'indirizzo telematico, controllando inoltre la validità delle partite Iva e dei Codici Fiscali (nel caso di scambi B2C) di chi fornisce e di chi riceve la fattura.

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