Genova, Capitale Europea della Cultura - Magazine

Attualità Magazine Mercoledì 30 luglio 2003

Genova, Capitale Europea della Cultura

. Il 2004 non è poi così lontano e la città si prepara all'evento. I genovesi si ritengono soddisfatti di ciò che l’organizzazione sta facendo per trasformare la città in vero fulcro culturale europeo? Sentiamo l'opinione di chi Genova la vive e la sente vicina: i giovani. Ma anche di coloro che la Superba la stanno vivendo ora per la prima volta: i turisti.

Paola è una studentessa, ha 24 anni e le idee chiare: «Ho avuto la possibilità di parlare con un responsabile del Comitato Organizzativo di Genova 2004, del quale fanno parte Comune, Ministero per i Beni e Attività Culturali, la Regione, la Provincia, l’Università, l’Autorità Portuale e la Camera di Commercio. Non sono soddisfatta: tutto è all'insegna dello "spendere poco". Non c'è voglia di investire sul futuro. Basti confrontare il capoluogo ligure con la francese , città con cui Genova condividerà il ruolo di Capitale Europea della Cultura e che sta elaborando progetti culturali di più ampia veduta. Peccato, perché in città il fermento culturale c'è ed è vivo». Ilaria, anche lei studentessa, è invece entusiasta: «Sono in atto lavori e ristrutturazioni che renderanno la mia città ancora più affascinante. Interessanti, ad esempio, i nuovi itinerari turistici, come quello che porta da Piazza della Meridiana a Castelletto: sarà possibile così visitare i palazzi appartenenti alle antiche famiglie genovesi.
Il previsto incremento del turismo, poi, non potrà che far bene alla città».

Luca, anche lui studente, sentenzia: «Genova 2004? Una vera delusione. Molti tra i progetti culturali promessi, tra cui quello di Sgarbi con la sua mostra dedicata al Caravaggio, sono stati scartati. Più turisti in città? Sono pessimista anche in questo senso: Genova non è stata capace di accaparrarsi la finale di Coppa UEFA del 2004, che all’inizio sembrava si sarebbe disputata allo stadio Ferraris. Questo evento avrebbe fatto arrivare un sacco di gente».

D'altro canto la città conta molto su un turismo che, l'anno prossimo, sembra darà parecchie soddisfazioni. E i visitatori non mancano nemmeno in questo luglio 2003.
Hermann è il classico tedesco di mezza età, di quelli che vedi in giro per musei con tanto di pantaloni alla zuava e famigliola platinata al seguito. Lui sembra soddisfatto della città, che conosce bene: «Non è la prima volta che visito Genova, ma per me è sempre una sorpresa. 2004 o non 2004 la città merita comunque. Quest'anno, tuttavia, la trovo migliorata: probabilmente i lavori di restaurazione hanno dato i loro frutti».
«Troppi cantieri in giro, non se ne può più!», si inserisce il genovese mugugnone di turno.

La giovane inglesina Rose è qui da pochi giorni, ma è soddisfatta di questa città di mare:«Fa troppo caldo, ma quello che vedo mi piace. Peccato per la troppa sporcizia e la degradazione di alcuni quartieri, pur interessanti e suggestivi: speriamo che chi si occupa del progetto 2004 pensi anche a questo».

Natalia è Russa ed è qui per motivi di studio: «Genova mi piace, ma in un anno non ho visto molti cambiamenti in vista del 2004. Per fortuna hanno inaugurato la metropolitana: dopo vent'anni di lavori in corso i genovesi se la sono lo meritata. Peccato che per il passaggio del metrò in piazza de Ferrari ci voglia ancora del tempo: sembra, comunque, che il 2004 porterà anche questa bella novità».

«Mi trasferirei qui anche subito, così da godermi i festeggiamenti del prossimo anno: credo che la scelta di questa bella città sia azzeccata e giustissima» dice Scott, irlandese, entusiasta nonostante la calura cui non è troppo abituato.

L'ultima parola a un genovese: si chiama Andrea ed è un distinto signore di mezza età. È dedito a consumare il suo pranzo in Piazza De Ferrari: «Il problema non sta nella città, ma nei genovesi: finchè si tratta di investire soldi in un progetto che non comporti rischi allora il denaro si trova, ma se non si ha la sicurezza del guadagno i soldi restano "sotto il materasso". Se Genova "osasse" di più si trasformerebbe in una splendida protagonista della cultura europea».

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