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E sono cento euro

Attualità e tendenze Magazine Mercoledì 30 luglio 2003

Magazine - Stupiscono alquanto le dichiarazioni dell’assessore Merella sulla possibile abolizione del cosiddetto libero parcheggio nel centro di Genova.
Una mi ha colpito particolarmente, ovvero che si tratterebbe di un “privilegio feudale”. Francamente è possibile pensare che il ritorno dei principi Savoia abbia ringalluzzito le nobili famiglie aventi dimora in Genova centro e, proprio per questo, l’assessore progressista stia pensando ad una contro–manovra tendente a salvaguardare la democrazia automobilistica. Orbene, pur apprezzando il senso civico che, senza dubbio, muove l’assessore, ritengo le sue preoccupazioni del tutto infondate.

Non c’è pericolo, i tempi dei baroni, marchesi e loro vassalli, valvassini e valvassori non torneranno più, né tanto meno si riuscirà a riportare in auge i loro diritti feudali.
A questo punto mi auto-smaschero, sono uno dei pochi italiani che non solo non possiede un veicolo a motore (a 2, 3 o 4 ruote), ma che non ha neanche alcun genere di abilitazione alla guida. Dunque non scrivo pro domo mea.
Ma vedo, ascolto, tengo in considerazione, valuto attentamente la situazione di chi vive nei caruggi e possiede e guida un veicolo. Onori ma anche molti, variegati e, a volte, pesantini oneri.

Nello specifico motorizzato, in molte zone del Centro Antico, il parcheggio è permesso solo dalle 20 alle 8 nei giorni feriali e 24 su 24 nei festivi, a meno che non ci siano manifestazioni o altre iniziative che portino ad un divieto specifico.
Quindi il cittadino, nobile e/o ignobile, abitante nella suddetta zona è costretto per più di trecento giorni all’anno a cercare posteggi “di fortuna”, situati da qualche centinaio di metri a un paio di chilometri da casa, con le “normali” conseguenze che ciò comporta.

Un paio di esempi: camallaggi di pacchi e bagagli, e non tutti sono atletici e giovanili portatori, bagni indesiderati e fuori stagione (quando, speriamo, ripioverà) e via discorrendo, non tralasciando i giorni di ferie che si è costretti a prendere per far revisionare la calderina del gas o altre operazioni che richiedano l’intervento di operai e tecnici che, a loro volta, possono introdursi nelle zone “privilegiate” (!!??) solo per un ridotto numero di ore ed esclusivamente al mattino.
Ah, dimenticavo che la maggior parte di questi favoriti signorotti del duemila vive di stipendio da lavoro dipendente (quando c’è) e magari la casa in cui abita se la sta pagando con cessioni del quinto e mutui vari.

Tra l’altro il pagamento di una cifra rilevante come 100 euro l’anno introdurrebbe un’odiosa discriminazione tra concittadini.
Il milionario che abita 100 metri più in là parcheggia gratis, quell’altro che “tira avanti”, ma ha il “privilegio” di vivere in Centro Storico, sgancia,
Non vorrei che lo zelo sanculotto dell’assessore Merella lo abbia portato ad una pericolosa confusione tra zona e sangue blu.
Magari un’occhiatina alle auto blu o ex blu sarebbe produttiva anzi che no. E soprattutto, visti i non brillanti esiti, più o meno nella stessa area, della zona rossa, nonostante un accostamento cromatico cui sono particolarmente legato e che mi unisce all’assessore Merella, gli rivolgo un appello: suvvia, Arcangelo, sia lungimirante, abbandoni quest’idea balzana e probabilmente incostituzionale.

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