Magazine Venerdì 25 luglio 2003

Onde

Le voci dell'acquario parte 5a



Il corridoio che imboccano sembra non finire mai, poi all'improvviso si allarga e lascia vedere una stanza enorme circondata da una libreria grandissima; la stanza è immersa in un silenzio assoluto, e il buio fa solo intuire i contorni di quel posto che non sanno se sia ancora sott'acqua. Di quella sala solo un angolo è illuminato, una scrivania vicino alla quale possono distinguersi i contorni di una figura imponente ma umana.

”BENVENUTI!”
La figura che si presenta loro è una persona anziana lo si può capire guardando i capelli scoloriti, il viso scavato dal tempo e i lineamenti così segnati da sembrare spariti; in quel viso Ilaria rivede suo nonno, Alessandro ed Enrico riconoscono il vecchio che, quando erano piccoli, li portava al mare, Mattia invece rimane senza parole perché in quell'uomo lui rivede se stesso invecchiato.
”COME AVRETE CAPITO SONO LA PERSONA CHE VI HA VOLUTO QUA E CHE VI HA PARLATO QUANDO SIETE ARRIVATI”.
La sua voce è strana, melodica e decisa, lontana ma non distante e tale che sembra provenire da ogni angolo di quel luogo.
«Perché ci hai voluto qua?», chiedono Alessandro e Mattia.
”UN TEMPO, UN TEMPO DAVVERO REMOTO, ANCH'IO VIVEVO NEL VOSTRO MONDO, AMAVO IL MARE E LA TERRA DOVE HO VISSUTO, AMAVO I VIAGGI CHE MI FACEVANO SCOPRIRE IL MONDO, E HO VIAGGIATO FINO A QUANDO HO POTUTO SEGUENDO QUELLO CHE PENSAVO FOSSE IL MIO INCUBO, MA CHE POI HO SCOPERTO ESSERE SOLO LA MIA UNICA RAGIONE DI VITA. QUANDO IL MIO TEMPO È FINITO VOLEVO CONTINUARE A VIVERE A CONTATTO COL MARE, VOLEVO VIVERE VICINO ALLE CREATURE CHE AVEVO SEGUITO PER ANNI.
È PER QUESTO CHE SONO STATO ACCOLTO IN QUESTO LUOGO FUORI DAL TEMPO E DALLO SPAZIO DOVE, PERÒ SONO ANCHE LONTANO DAL VOSTRO MONDO”.
«Se sei lontano dal mondo, come fai ad aver tutti questi libri?», chiede Mattia.
”QUESTI LIBRI SONO L'UNICA FONTE DI CONOSCENZA CHE MI 0 STATA POSSIBILE AVERE FINO AD OGGI: IO DESIDERAVO NOTIZIE SUL MONDO CHE HO LASCIATO, E TALI NOTIZIE MI SONO GIUNTE ATTRAVERSO LE OPERE DI UOMINI DALLE MENTI CAPACI DI VEDERE L'INVISIBILE. TALI UOMINI PERÒ NON SONO MAI STATI IN GRADO DI RAGGIUNGERMI IN QUESTO LUOGO PERCHÈ ERANO PRIVI DELLA VOGLIA DI CONOSCERE I PROPRI SOGNI, PRIVI DI QUELLA LUCE CHE INVECE BRILLA COME UN SOLE NELLE VOSTRE ANIME; ATTRAVERSO LE VOSTRE MENTI POSSO FINALMENTE VIVERE IL VOSTRO PRESENTE CON LE CONTRADDIZIONI DI CUI IL MONDO SEMBRA PIENO CON SUE LE GIOIE E LE SCONFITTE, POSSO CONOSCERE LE POSSIBILITÀ CHE IL MONDO HA, QUALE SIA IL SEME CHE CRESCERÀ CON VOI.
CREDO CHE VOI ABBIATE DENTRO QUALCOSA DI GRANDIOSO; CRESCENDO NON LASCIATELO MAI ALLE VOSTRE SPALLE, LASCIATE CHE CRESCA CON LA VOSTRA VITA, PERCHÉ ATTRAVERSO VOI, E CIÒ CHE FARETE, VIVRÒ ANCH'IO, E FORSE COSÌ RIPARERÒ AI MIEI ERRORI E VIVRÒ LE COSE CHE HO IMPARATO AD APPREZZARE TROPPO TARDI”.
«Come riusciremo a fare quello che tu dici?», chiedono in coro.
”CONTINUANDO A SAZIARE LA VOSTRA CURIOSITÀ, CERCANDO DI FARE SEMPRE LE SCELTE GIUSTE PER VOI E PER GLI ALTRI E SENTO RIUSCIRETE A FARLO. IL TEMPO A MIA DISPOSIZIONE È FINITO, E CREDO CHE ANCHE VOI VOGLIATE TORNARE A CASA”.
I bambini annuiscono.
”È GIUNTO IL MOMENTO DI SALUTARVI: AVVICINATEVI SENZA PAURA», dice, mentre Gilliam riappare alle sue spalle.
«Come ti chiami?» riesce a chiedere Mattia.
«Acab». La risposta arriva da lontano, o forse non arriva da nessuna parte, forse i quattro hanno sempre saputo il nome di quell'uomo.

(silenzio)
«Bambini svegliatevi!». È il papà di Ilaria a trovarli. Luci e suoni dimenticati appaiono all'improvviso con la violenza di un flash. I quattro si svegliano disorientati, l'orologio di Alessandro, che sembra che non si sia mai fermato, indica che sono trascorse appena due ore dall'ingresso nell'acquario.
«Anche voi avete sognato?», chiede Alessandro. Gli altri non hanno bisogno di rispondere, annuiscono e basta.

(silenzio)
Le tre famiglie, dopo un rapido giro per l'acquario, si avviano verso le auto per tornare a casa; Ilaria e la sua famiglia si allontanano. Mattia si ferma per guardarla l'ultima volta. Forse un giorno si rivedranno, si rincontreranno all'acquario, forse ci andranno assieme....

L'acquario ora è chiuso, c'è silenzio, là dove c'era folla e rumore. L'unica testimonianza di quanto avvenuto è in alcune orme bagnate, dirette verso un muro: quando si asciugheranno, ciò che è stato resterà solo nei ricordi dei quattro bambini che un giorno furono rapiti da un sogno così grande da essere quasi incredibile. Ma che è vero come è vera la fantasia che lo ha prodotto...
di Francesco Cascione

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