Magazine Venerdì 25 luglio 2003

Onde

Le voci dell'acquario parte 3a



Grandioso

Appena entrati si accorgono che la porta nasconde una stanza enorme. Le pareti si perdono alla vista, forse perché sono nascoste dalla strana luminescenza azzurra attraversata da bellissime colonne di luce che fanno lo stesso effetto che fa la luce quando è filtrata dall'«Acqua», dice Mattia con la voce di una persona le cui parole, uscite dalla bocca, devono attraversare qualcosa di più solido dell'aria prima di arrivare alle orecchie delle persone con cui parla. «Siamo sott'acqua!»
«È vero!», interviene Ilaria, «guardate le bolle che salgono verso il soffitto, stiamo respirando sott'acqua!»
«Ale, ho paura, voglio tornare dalla mamma»
«Non piangere Enrico, sta' tranquillo, ci torneremo dalla mamma, ma adesso calmati». Le parole che usa per tranquillizzare suo fratello servono anche a lui. Ha paura ma sa che non può, NON DEVE dirlo al suo fratellino.
«Va bene», risponde Enrico ingoiando il nodo alla gola: si fida del fratellone, e sa che in una situazione simile non può far altro»
”CIAO”
«Cosa succede? Chi ha parlato?», rispondono in coro.
«Ragazzi, non mi sembra il caso di fare scherzi!», dice Mattia.
”CIAO”
«Chi sei?», chiedono in coro.
”STATE CALMI, TRA POCO CAPIRETE OGNI COSA”.
«Perché siamo qui?»
”SIETE STATI SCELTI PERCHÉ SIETE SPECIALI, PER LA LUCE CHE BRILLA NEGLI OCCHI DI ILARIA, PER L'ENTUSIASMO DI ENRICO, PER LA SETE DI SAPERE DI ALESSANDRO E PER LA TUA CURIOSITÀ, MATTIA. È STATA LA MEDUSA GILLIAM A TRASPORTARVI QUA E A DARVI IL POTERE DI VIVERE IN QUESTO MONDO”
«Tu chi sei?»
”LO SAPRETE, MA DOPO NON ADESSO, NON CAPIRESTE”
«Dove siamo?»
”SIETE NELL'ACQUARIO, MA NON È LO STESSO CHE CONOSCETE, QUELLA CHE AVETE ATTORNO È LA SUA ANIMA, VIVA GRAZIE ALLE CREATURE CHE LO POPOLANO”

”IL TEMPO A MIA DISPOSIZIONE È FINITO PER ORA; ANDATE, GLI SPIRITI DI QUESTO POSTO VI STANNO ASPETTANDO!”

(silenzio)
I quattro ora sono soli, sanno che devono decidere se continuare, fermarsi o tornare indietro.
«Ragazzi che si fa?», chiede Alessandro «Io ed Enrico arrivati a questo punto non ce la sentiamo di tornare indietro, né credo che potremmo, visto che la porta è scomparsa, credo che sia meglio restare uniti, siete d'accordo?»
«Sì», rispondono in coro Ilaria e Mattia.

I bambini cominciano a camminare ed è difficile dire dopo quanto tempo hanno incontrato i cavallucci marini che ora cavalcano. Il mondo attorno a loro è come quello che fanno vedere in TV quando parlano del mare; Mattia uno spettacolo simile lo ha visto solo quando il padre gli ha insegnato ad immergersi: come allora vede le piante che sembra che danzino al ritmo delle onde e branchi di pesci che si muovono come se fossero mossi da un solo cervello.

È tanto che sono qui ma cuccioli d'uomo non ne avevo mai visti prima d'ora
«Guarda Ale, una tartaruga parlante!», dice Enrico con il braccio proteso verso la testuggine.
«Buongiorno signora tartaruga, io sono Mattia, lei è Ilaria e loro sono Alessandro ed Enrico, ora che sa chi siamo potrebbe dirci chi è lei e come fa a... esistere?»
Fai poco lo spiritoso piccolo: il mio nome è TSUGUMI, e sono l'essere che da più tempo è in questo luogo: ero ancora un cucciolo quando alcuni della vostra specie mi hanno salvato dai predatori per portarmi a vivere in questo posto bellissimo, dice mostrando i resti della sua zampa anteriore destra mutilata da chissà quale predatore del mare, e parlo per lo stesso motivo per cui voi respirate in acqua: perché qua dentro nulla vi è impossibile
«Cosa fai qua dentro?», dice Enrico.
Io controllo come vanno le cose e mi diverto a guardare le facce di voi che vivete d'aria attraverso i vetri dell'acquario. È bellissimo vedere la meraviglia attraverso i vostri occhi , la luce che vedo trasparire da essi è la stessa che avete visto voi quando Gilliam la medusa vi ha portati qui, la luce che avete visto e quella contenuta nelle vostre anime.
«Chi è la medusa Gilliam?», chiede Mattia.
È uno spirito molto potente che obbedisce ad un solo essere qua dentro.
«La voce?»
Sì, Ilaria, l'essere di cui parlo è quello che fa conoscere la sua presenza attraverso la sua voce.
«Tsugumi, tu sai come possiamo raggiungerlo vero?»
Sì, Alessandro, io lo so e se volete farò con voi quello che Virgilio fece per Dante
« Conosci la Divina Commedia?» chiede stupito Alessandro.
È stata la voce ad insegnarmi tutto quello che so.
«Bene allora accompagnaci!»

di Francesco Cascione

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