Magazine Venerdì 25 luglio 2003

Onde

Le voci dell'acquario parte 2a



Ore 9:00

Le tre famiglie sono dentro: Alessandro dimostra di essere un vero esperto, fornendo un sacco di dettagli davanti a ogni vasca grazie alle informazioni raccolte prima ancora di arrivare a Genova: osservando come parla non è difficile immaginare per lui un futuro da biologo marino; il suo modo di fare non è insopportabile, le notizie sull'acquario interessano a tutti, e lo stesso Mattia capisce che Alessandro non è poi così male, anzi... Enrico è semplicemente entusiasmato da quello che vede, e la bicicletta non è neppure un ricordo, la sua testa è troppo occupata dalle creature degli abissi che gli sfilano davanti. I genitori scorrono attraverso le vasche velocemente, mentre i quattro bambini, rapiti dalla bellezza delle cose che hanno davanti, si attardano fino a restare soli. Enrico vuole andare assolutamente dai delfini al più presto, ma la voglia gli passa quando si trovano tutti e quattro davanti alla vasca a forma di cilindro. La vasca è attraversata da centinaia di pesci colorati che, all'improvviso, sembrano sparire per la comparsa di una grande medusa bianca. Enrico le meduse le odia da quando, l'estate prima, una lo ha bruciato a un braccio: da allora è contento solo quando le vede consumarsi al sole. Questa però sembra diversa da tutte le altre e sembra che anche gli altri se ne siano accorti. Anche perché nessun altro attorno a loro riesce a vederla. C'è qualcosa nel movimento dei suoi tentacoli che li attira e respinge, che li terrorizza e li affascina, qualcosa di irreale, di magico, come magica è la luce che all'improvviso emana abbagliando i quattro fino a farli addormentare.

(silenzio)
Alessandro, il primo che rinviene: «Ehi, svegliatevi!»
«Cosa è successo?» dice Mattia stropicciandosi gli occhi annebbiati dal sonno.
«Credo che ci siamo addormentati!»
«Io non ho capito cosa sia successo», dice Ilaria, «ricordo solo la medusa, la vasca… Le vasche guardate!!! Le vasche sono vuote!!»
Alessandro e Mattia si voltano immediatamente, Enrico subito dopo, svegliato dalla voce della ragazza: tutti e tre vedono le vasche che sono indubbiamente vuote, vuote come se lo fossero: da sempre!
«Q-quanto ab-bbiamo dormito, c-che ore sono?» chiede Alessandro con la voce rotta dalla paura.
«Il mio orologio segna le dieci ma... è fermo da chissà quanto; potrebbe essere passata un’ora, un giorno, anni.., tutto questo è un sogno, non può che essere un sogno».
«Sì, ma chi di noi sta sognando?» chiede Ilaria.
«Ahia! Io no!» dice Mattia dopo la prova-pizzicotto prontamente fatta da Enrico.
«Io nemmeno!», dicono praticamente in coro gli altri.
«Forse questo non è un sogno», interviene Ilaria, «o forse siamo il sogno di qualcun altro». Lo dice e ci crede perché non è stata lei a pensarlo ma è come se quell'idea le fosse stata suggerita.

Ma chi sta sognando?

(silenzio)
Nessuno dei quattro se la sente di parlare, ma insieme si avventurano attraverso i corridoi di quel posto che non sanno se sia giusto chiamarlo ancora così, la paura che sentono è tanta, ma è la curiosità, più forte, che fa sì che si muovano a cercare di capire dove sono e perché si trovano in un luogo così indefinibile.
Tutti e quattro vogliono avere le risposte alle domande che occupano i loro pensieri, tutti e quattro sono ugualmente impauriti e curiosi.
All'improvviso una luce azzurra che esce da una porta socchiusa attira la loro attenzione. Quando la vedono, incantati, non hanno bisogno di parlare, ma si muovono decisi, anzi si muovono come fossero trascinati da quel varco; Alessandro, a capo della fila, è il primo ad attraversarla, gli altri sono subito dietro di lui.

di Francesco Cascione

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